Intervista a Berlusconi a Matrix: grande coalizione con Pd possibile. Parole dure contro Casini

L'Ex premier intervistato ieri sera da Mentana a Matrix. E' disposto a creare un'allenza con il PD

Silvio Berlusconi accetta di prendere in considerazione la possibilità che le elezioni del 13 e 14 aprile non si concludano in un trionfo per lui, ma in un pareggio come quello che nel 2006 ha tenuto Prodi appeso ai numeri risicati del Senato. E a 'Matrix' apre, per la prima volta dall'inizio della campagna elettorale, alla possibilità di larghe intese. Perché se pareggio dovesse essere, spiega, "non avrei esitazione a proporre" quella grossa coalizione che "offrimmo alla sinistra" due anni fa. "Il Paese - aggiunge - ha bisogno di vasta concordia".

L'ipotesi delle larghe intese fa però capolino al termine di un ragionamento che Silvio Berlusconi porta avanti tutto all'attacco. La sua premessa è infatti che questa è una "campagna scontata" perché, dice, "gli italiani non sono così ingenui da dare il loro voto a chi li ha ridotti così". E quindi al Pd, che è di Prodi quanto di Veltroni che, ammette, "è un ottimo comunicatore" e riesce a dare l'illusione che il passato non esista e che settanta esponenti del Governo Prodi non facciano parte del suo partito e non lo riguardino". Quello stesso Veltroni che, con l'ingresso di Di Pietro nel Pd, "ha unito il diavolo e l'acqua santa" e con cui, fa sapere, è "impossibile" che ci sia un confronto tv dal momento che con 8 candidati in campo di faccia a faccia bisognerebbe farne 64.

In fondo, per Berlusconi di partiti in lizza, "come in tutte le grandi democrazie", ce ne sono solo due, tanto che ribadisce: i consensi dati ai 'piccoli' sono "voti inutili".

Ma i toni più aspri il Cavaliere li riserva al suo ex alleato Pier Ferdinando Casini. La difesa del simbolo come motivo per non entrare nel Pdl? "Una scusa", osserva, come dimostra il fatto che "ora per avereDe Mita cambia simbolo e anche nome e si chiama Centro democratico". Toni che stridono con quelli affettuosi che riserva a Gianfranco Fini con cui, racconta, c'è stata solo "qualche discussione" ma "i rapporti non si sono mai interrotti". Berlusconi sembra quasi benedire il suo ruolo di erede quando, sibillinamente, dice: "Fini ha delle legittime intenzioni, che io conosco ma che tocca a lui rivelare. Credo che riuscirà a realizzare i suoi obiettivi nei prossimi anni".

C'è spazio anche per le proposte programmatiche. L'ex premier ribadisce la promessa di abolire l'Ici con un ddl che sarà presentato già nel primo Consiglio dei ministri, di detassare tredicesime e straordinari. E annuncia anche incentivi alle imprese dei giovani: "niente tasse per i primi tre anni e 5% sugli utili per alcuni anni successivi".


L'ex premier torna anche sulla questione delle liste pulite. "Chi è supposto autore di reati - afferma - non deve essere messo in lista", salvo sottolineare che "io e Bondi conosciamo bene chi ha lavorato con noi".

Berlusconi in tv non riesce poi a sciogliere i due nodi-candidatura ancora aperti nel Pdl: Sicilia e Roma. Sulla battaglia nell'isola non si sbilancia, spiega che sta lavorando, "conversando" e che comunque si sente "ottimista". Per quanto riguarda la corsa al Campidoglio, Berlusconi ribadisce che il nome di Giorgia Meloni è in campo "ma nulla è stato ancora deciso".








Fonte: pubblicato il


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