Elezioni in Sicilia: Anna Finocchiaro e Rita Borsellino per Pd. Prestigiacomo per il Pdl?

Via libera al tandem Finocchiaro-Borsellino in Sicilia per il PD. Il Pdl invece punta sulla Prestigiacomo

Via libera al tandem Finocchiaro-Borsellino per la corsa alla presidenza della Regione Siciliana. Sabato mattina, presso l'hotel Villa Igea di Palermo, la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Anna Finocchiaro a Presidente della Regione Sicilia, mentre per la sorella del magistrato ucciso nella strage di Via D'Amelio il 19 luglio del 1992, in caso di vittoria andrebbe invece la presidenza dell'Ars, l'Assemblea regionale siciliana.

Intanto, dopo l'ennesimo colpo inferto all'organizzazione criminale mafiosa in queste ore, la stessa Borsellino commenta: "Le operazioni di Gela e Messina, che fanno seguito al maxi sequestro di beni di ieri a prestanome di Provenzano e Lo Piccolo, dimostrano che c'e' un impegno comune in tutta la Sicilia contro le cosche mafiose, e che sul fronte repressivo si è innescata la marcia giusta e il giusto coordinamento tra i vari corpi dello Stato. Adesso occorre fare un passo in più -afferma Borsellino- e questo passo lo devono fare i legislatori e la politica nel sul complesso. Occorre rispondere agli appelli di chi chiede un sistema giudiziario che garantisca la certezza della pena -conclude- ma anche a quegli imprenditori che come il presidente catanese Vecchio, chiedono un burocrazia più veloce e uno Stato garante della concorrenza leale".

Questo dunque l'accordo raggiunto tra i segretari dei partiti di centrosinistra e sinistra, dopo che la giornata precedente aveva invece registrato una battuta d'arresto piuttosto brusca, dato che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno avvano stoppato l'ipotesi di un ticket tutto al femminile, battendo soprattutto il tasto dell'incmpatibilità della doppia candidatura della Finocchiaro, che oltre alla presidenza della Regione Sicilia il prossimo dodici e tredici aprile si presenterà anche al Senato. Per superare l'impasse, Pd e SA alla fine trovano un punto d'incontro stabilendo che Anna Finocchiaro verrà candidata comunque al Senato, ma non in Sicilia come previsto.

Tra i primi a rallegrarsi del tandem di donne messo insieme dal centrosinistra il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, nonché deputato Pd, Giuseppe Lumia, il quale sottolinea che "con la vittoria di Anna Finocchiaro la Sicilia può davvero voltare pagina e lasciarsi definitivamente alle spalle la sua peggiore stagione politica: quella del cuffarismo, incapace e clientelare. Ma anche -aggiunge- evitare di essere preda dell'abbraccio mortale di Lombardo o di Miccichè e dei loro sodali... Sono fermamente convinto, infatti, -prosegue Lumia- che per la sua storia di passione, di coerenza e di impegno, le sue riconosciute competenze, il suo rigore morale e politico, Anna sia oggi l'unica in grado non solo di entusiasmare e mobilitare gli elettori di tutto il centrosinistra, ma anche, una volta eletta, di assicurare ai siciliani un futuro fatto di sviluppo vero nella legalità e un impegno concreto, mai sperimentato prima, di contrasto alle organizzazioni criminali".

Non tutti però sono stati convinti di questo accordo, a partire naturalmente di chi ne è rimasto escluso. Il caso, ad esempio, di Turi Lombardo, componente della segreteria nazionale del Partito socialista. "Ci dispiace per Anna Finocchiaro -sono le sue parole- alla quale va, con convinzione, il nostro apprezzamento politico; ma, se si continua così, non si va da nessuna parte. Chi si illude che il voto dei Socialisti sia un voto scontato commette un tragico errore. Auspichiamo che il Pd e la Sinistra arcobaleno, nell'interesse della Sicilia, vogliano rivedere il loro atteggiamento per tentare di portare, insieme, la sinistra al governo della Regione. In caso contrario, i Socialisti si muoveranno autonomamente".


Soddisfatto invece del risultato Antonio Di Pietro, a Palermo per inaugurare i lavori del nuovo passante ferroviario: "In Sicilia siamo convinti di potere riportare la normalità e la legalità". E ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sull'eventuale candidatura di Stefania Prestigiacomo alle per il Partito delle Libertà, il leader dell'Italia dei Valori glissa: "Parliamo dei nostri candidati e del nostro impegno a fianco della candidata del centrosinistra, che aiuteremo a vincere e a governare".

Perché pare che Forza Italia sia intenzionata, per dirimere il groviglio creatosi per la candidatura alla regione, a puntare su Stefania Prestigiacomo. Una voce ancora da confermare che già circolava, e che ha subito creato più di una tensione dalle parti dell'Mpa di Raffaele Lombardo, il quale ribadisce la propria candidatura. L'annuncio ha invece comportato il passo indietro di Gianfranco Miccichè: "Il nome di Stefania, per me, offre ampie garanzie, può essere lei a continuare la mia battaglia. Credo che su questa soluzione si arriverà a una convergenza di tutte le forze del centrodestra, compresa l'Udc". Previsione azzardata? Si scoprirà presto.

Una scelta, quella della Prestigiacomo, che potrebbe sbloccare il caso-Sicilia, che per il Pdl si sta lentamente trasformando in una cartina di tornasole dell'intero panorama politico nazionale.
Come già ricordato anche su questo giornale, la guerra delle candidature ha portato lo stesso Miccichè a condurre una battaglia anti-Cuffaro e contro il "cuffarismo" (in nome di una non meglio identificata "rivoluzione siciliana", nome della sua eventuale lista), opponendosi di conseguenza alla candidatura dell'autonomista Raffaele Lombardo, appoggiata dall'Udc.
Inevitabili le frizioni con il Movimento per l'Autonomia, dunque. "Noi andiamo avanti per la nostra strada. Prendiamo atto che Forza Italia cambia il suo candidato, ma non cambia il nostro atteggiamento: domenica pomeriggio rilanceremo la candidatura di Raffaele Lombardo, a presidente della Regione" fanno sapere dall'Mpa. Lombardo quindi non molla, e proprio domenica aprirà la propria campagna elettorale a Catania.

Anche l'Udc per ora mantiene le sue posizioni: "Il nostro candidato era e rimane Raffaele Lombardo", sono le parole di Saverio Romano, segretario di partito nell'isola, mentre per il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti "La soluzione in Sicilia definitiva non c'è ancora".

L'improvviso ritorno del nome di Stefania Prestigiacomo probabilmente trae spunto dalle strategie in corso nel centrosinistra (di cui parliamo in altro articolo). Ma che la maretta non sia terminata lo dimostrano le numerose dichiarazioni piovute nel corso della giornata. Spulciando nel sito del Mpa, ad esempio, si possono leggere passaggi di un certo intersse come questo:
"Poiché voci incontrollate si sono rincorse e nonostante le smentite qualcuno, non disinteressato, ha continuato ad alimentarle lo ribadiamo con fermezza: noi crediamo che la guida della Regione Siciliana non può che essere del Movimento per l'Autonomia, nella persona del suo leader Raffaele Lombardo. Irrinunciabile per la Sicilia che a guidare il cambiamento vero sia un esponente politico libero da vincoli e ingerenze che vengano dall'alto, forte di un vastissimo consenso popolare, autorevole percheé ritenuto validissimo amministratore. Alle lusinghe e alle sirene da qualunque parte vengano rispondiamo: no grazie. La candidatura della Prestigiacomo, che FI nelle ultime ore ha messo in campo in sostituzione di quella precedente, ci pare altrettanto degna di rispetto. Ma i tempi che attraversiamo non consentono vie d'uscita: la Sicilia si cambia se cominciamo a fare da noi stessi, senza dipendere da altri siano essi, milanesi, romani o bolognesi. Raffaele Lombardo, appunto. E l'appuntamento di domenica pomeriggio al Palasport di Acireale con migliaia di siciliani renderà tutto ancora più esplicito: noi andiamo avanti, costi quel che costi".

Riflessioni, queste che inidrettamente vengono recuperate anche dal senatore Pd Enzo Bianco, seppur per criticare l'operato del centrodestra in quella che è la sua regione: "C'è un partito che in questi anni ha fatto dell'autonomia il suo vessillo, ma che dell'autonomia non ne ha fatto un credo nella sostanza. Mi riferisco al Mpa di Lombardo. Le decisioni sul candidato alle elezioni regionali sono state prese a Roma, a Palazzo Grazioli, nella casa privata di Berlusconi: è lì, e non a Catania o a Palermo -aggiunge Bianco- che sono state prese le decisioni per i siciliani. Alla faccia dell'autonomia. In questo momento il centrodestra siciliano è spaccato e non sta certo offrendo uno spettacolo di compattezza e di serietà agli elettori".
E che le cose stiano sostanzialmente così viene confermato anche all'interno dellostesso Pdl, con le parole del segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi: "E' opportuno avere più umiltà e approdare ad una mediazione che porti ad un candidato autorevole, forte e che rappresenti la sintesi della coalizione. Solo così la Sicilia potrà tornare ad essere governata dal centrodestra".





Fonte: pubblicato il


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