Inflazione in Italia quasi al 3% a gennaio: al 5% quella dei beni di consumo quotidiano

Uno studio dell'Istat rivela la situazione tragica dell'inflazione nel Bel Paese

La rilevazione dell'Istat, che ha dedicato ai prodotti di tutti i giorni uno specifico 'focus' questo mese, fa paura e rilancia, in piena trattativa sui contratti, le polemiche sul potere di acquisto dei salari.

Una spirale dei prezzi che dal 2002, quando il tasso annuo di crescita dei prodotti ad alta frequenza di acquisto era del 3,1% (2,5% la variazione dell'indice generale), è passata nel 2003 al 3,4% (2,7% l'indice generale), spingendosi nel corso del 2007, verso i record. Nella media del quarto trimestre dell'anno, rispetto al corrispondente periodo 2006, l'incremento dei prezzi è stato pari, rispettivamente, a +4% per i prodotti acquistati frequentemente e del +2,4% per l'indice generale e a gennaio 2008 la divaricazione e' risultata ancora piu' ampia: +4,8% contro +2,9%.
"Ora anche la statistica spiega perché i salari e le pensioni hanno perso potere d'acquisto - si è fatto subito sentire il leader della Uil, Luigi Angeletti tornando sulla questione salari e potere di acquisto - la realtà è che l'inflazione rilevata con i metodi ufficiali è pari alla metà di quella rilevata in riferimento ai beni di largo consumo. Ecco perché sono urgenti sia una nuova politica contrattuale, sia una politica fiscale che riduca le tasse solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati".

Mentre si corre ai ripari, il ministero dello Sviluppo economico istituisce un numero verde per collaborare con Mister Prezzi e il ministro dell'Agricoltura de Castro convoca gli operatori del settore lattiero, la mappa dei prezzi della spesa dell'Istat fa girare la testa: pane e latte sono aumentati rispettivamente del 12,3% e dell'8,7% rispetto al 2007. Rincari in accelerazione per la pasta, che registra un aumento del 10% (+8,6% a dicembre) e per pane e cereali che crescono dell'8% (+7,6% a dicembre). Aumenta anche il prezzo del gruppo di prodotti "latte, formaggi e uova", a + 6,5% (+5,8% a dicembre), della carne (+3,6%), in particolare per quanto riguarda il pollame (6,7%), della frutta (+4,8%). In forte accelerazione il prezzo del pesce (+3,6% rispetto a +3,1% a dicembre).
Il tutto mentre anche fare la benzina è uno shock: la benzina verde ha avuto un aumento congiunturale dello 0,4% e del 12,5% rispetto all'anno scorso e il gasolio ha toccato un nuovo record a 1,331 euro.








Fonte: pubblicato il


Torna su