Fondi investimento Absolute Return in Italia: risultati anche negativi contro tutte le promesse

Risultati deludenti per i cosidetti fondi absolute return, il mercato non è ancora pronto

I fondi absolute return dovrebbero garantire performance "assolute", anziché "relative", tradotto vuol dire che puntano ad ottenere un guadagno in qualunque situazione di mercato, e non semplicemente a battere un "benchmark", un indice di riferimento.

Per capire perché questo diverso orientamento è significativo, basti immaginare che in un certo intervallo di tempo l'indice di riferimento perda, ad esempio, il 15% (non serve neppure molta immaginazione, di questi tempi...). Bene, se un normale fondo nello stesso periodo perde, mettiamo,"solo" il 10% rispetto al suo indice, questo viene considerato un successo per il fondo, in quanto ha "battuto il benchmark". Ma è una situazione che probabilmente non genera molta soddisfazione nell'investitore.

I fondi absolute return, invece, puntano ad ottenere un attivo, relativamente ridotto (almeno, i fondi cui possono accedere i "comuni mortali"), un paio di punti più dei BOT, ma in qualunque situazione di mercato. Per fare questo, la strategia prevede di la possibilità di utilizzare strumenti finanziari diversi, dalle azioni, ai Titoli di Stato, alla liquidità. In particolare, idealmente nelle fasi in cui la borsa va su, il fondo dovrebbe investire in azioni, mentre nelle fasi di negatività dovrebbe spostarsi sui rendimenti "certi" di titoli di stato e, al limite, liquidità.

Fatto sta che le performance della maggior parte dei fondi absolute return non hanno mantenuto le promesse. Non solo non hanno raggiunto l'obiettivo di rendere un po' più dei titoli di stato, ma la grande maggioranza dei fondi ha registrato nell'ultimo anno performance negative, dimostrando una correlazione con il mercato ancora forte, che deve spingere a riflettere chi sperava (o prometteva) che questi strumenti fossero "investimenti sicuri".





Fonte: pubblicato il


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