Kosovo: indipendenza sarà proclamata domenica, ma Russia e Serbia fermamente contrari

L'indipendenza di domenica del Kosovo non va giù alla Serbia e alla Russia

Il capo del gabinetto del primo ministro kosovaro ed ex capo della guerriglia anti serba Hashim Thaci ha detto che la dichiarazione d'indipendenza sarà proclamata domenica, ma l'annuncio formale della data sarà dato fra stasera e domani, una volta precisata l'agenda, orari compresi.
Cosí, ufficialmente, il giorno 'X' non è ancora in calendario. Thaci, interpellato piú volte dalla stampa internazionale durante la conferenza stampa tenuta oggi a Pristina, ha fatto muro: "non risponderò a nessuna domanda su questo argomento", ha ripetuto.

La Russia, alleata di Belgrado, è contraria all'indipendenza del Kosovo e minaccia ritorsioni. Il ministero degli Esteri russo Lavrov, dopo che ieri il presidente Vladimir Putin ha ribadito l'assoluto 'niet' al distacco definitivo di Pristina da Belgrado non concordato con la Serbia, ha dichiarato: ‘Non vi vergognate voi europei?". E promette che "senza dubbio" la Russia ricorrerà al Consiglio di sicurezza Onu contro la dichiarazione di indipendenza e Mosca si troverà costretta ‘a cambiare la sua politica in relazione all'Abkhazia e all'Ossezia del Sud, dove la schiacciante maggioranza della popolazione possiede un passaporto russo’.

Mentre il presidente serbo Boris Tadic ha annunciato che il suo Paese abbasserà il livello delle relazioni diplomatiche con tutti quei Paesi che riconosceranno l'indipendenza del Kosovo.
Questo non vuol dire, ha precisato Tadic, che Belgrado romperà le relazioni con quegli stessi Paesi. "I rapporti bilaterali (con i Paesi che riconosceranno il Kosovo) non saranno allo stesso livello al quale sono oggi", ha detto il presidente. "Ma se la Serbia deciderà di ritirare i suoi ambasciatori non vorrà dire che essa cesserà di comunicare con quei Paesi", ha aggiunto.

L'Unione europea, non potrà riconoscere l'eventuale indipendenza della provincia serba a maggioranza albanese. Da un punto di vista legale l’Ue non ha personalità giuridica e quindi, prima dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, toccherà ai singoli Stati membri decidere il riconoscimento.

Un primo gruppo di Paesi, composto da Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania, potrebbe decidere di dichiarare congiuntamente il riconoscimento di Pristina. Un passo che potrebbe avvenire proprio a margine della riunione di lunedì a Bruxelles e che dovrebbe essere seguito in un secondo tempo "da un nucleo abbastanza consistente di Paesi".
Oggi, la grande maggioranza dei Paesi Ue, 21 su 27, è pronta a riconoscere questo importante passo per il futuro dei Balcani. La Polonia potrebbe fare altrettanto: 'Non vi sono ragioni per ritardare il riconoscimento del Kosovo', ha detto invece oggi su Gazeta Wyborcza un diplomatico polacco.





Fonte: pubblicato il


Torna su