Indipendenza Stati Balcani e ex-US: la Russia ha paura di nuove dichiarazioni dopo Kosovo

La Russia teme un effetto domino negli Stati Balcani dopo l'indipendenza del Kosovo

"Sarebbe qualcosa di simile ad aprire un vaso di Pandora", ha spiegato l'esponente russo Sergey Ivanov. "Noi - ha continuato - non siamo in disaccordo sul Kosovo perché la Russia sia ostinata nel sostegno ai serbi". Mosca, non intende essere "più serba che i serbi stessi".

L'ex ministro della Difesa ha anche assicurato che per Mosca non automatico che, in caso di riconoscimento occidentale per il Kosovo, verrà seguito dal riconoscimento delle provincie georgiani separatiste dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale. Ma il rischio è che i Balcani s'infiammino di nuovo.

Secondo Peel l'effetto domino rischia di manifestarsi in Republika Srpska, dove i serbo-bosniaci potrebbero convocare un referendum per uscire dalla blanda federazione di Bosnia Erzegovina prodotto degli accordi di Dayton del 1995, e in Macedonia, dove la minoranza albanese potrebbe riprendere la propria spinta per l'indipendenza.

In questo senso, mentre gli Stati uniti hanno una posizione univoca sul riconoscimento di Pristina, l'Unione europea, che ha la responsabilità di mantenere la stabilità nella regione, è divisa al suo interno tra sostenitori e oppositori dell'indipendenza kosovara.

Per la provincia oggi sotto amministrazione Onu, vista anche la probabilità che la Serbia imponga un embargo, c'è il rischio di rimanere in un limbo legale e di vedere garantita la propria sicurezza solo grazie ai 17mila militari della forza di stabilizzazione NATO e ai 1.800 poliziotti della Ue.





Fonte: pubblicato il


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