Londra-Australia: viaggi aerei con il nuovo jet ipersonico chiamato A2 in cinque ore

Pura utopia o un progetto realizzabile? Lo sapremo solo tra 10 o 20 anni, ovvero la data per cui è previsto il nuovo jet ipersonico A2, capace di volare dall'Europa all'Australia in 5 ore

Aerodinamico all'inverosimile, 132 metri, 300 posti e capace di collegare l'Oceania e l'Europa in meno di cinque ore. Questa che sembra una magia è realizzabile grazie agli studi di un gruppo di ingegneri di Oxford su un motore hi-tech a propulsione che fa viaggiare praticamente nello spazio e a più di 4,800 chilometri all'ora. Nella sua realizzazione è impegnata anche l'azienda Skylon, già nota per i tentativi di portare gli uomini in gite turistiche nello spazio.

Il jet è ancora solo un progetto - racconta il Guardian - e si parla di metterlo sul mercato fra molti anni. Alcuni dicono 10, altri 25 anni. Solo allora noi europei potremo pensare di compiere un viaggio di una giornata in Australia. La chiave del mistero sta nel carburante usato: quelli ora in commercio non sono in grado di portare i velivoli alla velocità richiesta dall'A2. L'idrogeno liquido sì. Ma questo solleva alcuni dubbi sulla sicurezza e sull'impatto ambientale; e non sono gli unici legati al progetto.

L'ambiente e la sicurezza
L'aereo viaggerebbe sfiorando l'ozonosfera. Gli osservatori che studiano l'A2 e la sua realizzabilità non tecnica ma commerciale e ambientale si chiedono quanto possa essere salutare per l'equilibrio di questo strato di atmosfera già danneggiato. Inoltre, per evitare che voli sopra a Paesi densi di popolazione, l'aereo non sarebbe adatto a tutte le tratte ma solo per quelle per cui sono pensabili rotte oceaniche.

L'appetibilità
I viaggi super veloci piacciono? C'è da chiederselo seriamente dopo il Concorde. O almeno, c'è da sfatare il suo mito negativo. Il destino del velivolo francese è stato segnato dai prezzi smisurati e dall'incidente che uccise 113 persone otto anni fa. Inoltre, non tutti entrerebbero in un aereo senza oblò. Infatti, vista la velocità a cui viaggia, i vetri non sono sicuri. Gli ingegneri a cui il progetto è affidato, però, non si arrendono. Stanno pensando di proporre degli schermi su cui proiettare ciò che si vedrebbe all'esterno.





Fonte: pubblicato il


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