Lavoro disabili: sette su dieci sono esclusi da un possibile impiego in Italia

Sette lavoratori su dieci disabili non vengono accolti dal mondo professionale, per un numero di oltre 2 milionedi persone

Secondo le statistiche di disabilitaincifre.it patrocinato dal ministero della Solidarietà e dal-l’Istat, nel 2004 i beneficiari di pensioni di invalidità di ogni tipo sono stati oltre 4,8 milioni, per una spesa pubblica di 52,2 milioni di euro.

Sette lavoratori su dieci disabili non vengono accolti dal mondo professionale, per un numero di oltre 2 milionedi persone.

I numeri del lavoro sono preoccupanti se si pensa che per un disabile al 100% la pensione di invalidità concessa dallo Stato si aggira intorno agli 8,4 euro al giorno.

Seicentomila disabili sono ad oggi iscritti nelle liste di collocamento mirate, di cui 400 mila soltanto al Sud. Il loro tasso di disoccupazione sfiora il 70%, contro quello ordinario del 5,6%.

A tal proposito sono appena stati aggiornati gli importi pensionistici per gli invalidi civili (v. tabelle Inps), con un aumento degli assegni mensili per tutti gli invalidi civili e un innalzamento dei limiti reddituali.


Il vero problema riguarda il fatto che i posti spettanti di diritto alle categorie protette in azienda sono sempre più occupati da sistemi tecnologici.

Stando alla testimonianza dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uic), i ciechi che lavorano sono quindicimila su 380 mila, per i quali la vera barriera al mercato del lavoro è costituita dalla tecnologia (basti pensare all’utilizzo sempre più frequente dei dischi automatici nei centralini).

Un ulteriore discriminazione quella sul mercato del lavoro che si aggiunge alle numerose barriere architettoniche ed infrastrutturali: sui treni Eurostar si contano soltanto due posti riservati (nel 2006 il 13,7% delle persone diversamente abili ha preso il treno, contro il 31,2% degli altri). Aerei off limits per le carrozzine come da disposizioni Iata.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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