Licenziamenti Yahoo confermati: oltre 1000 dipendenti dopo che i profitti sono scesi un quarto

Sembra non passarsela troppo bene il noto portale web, notizia confermata dalle mille lettere di licenziamento inviate ai suoi dipendenti

Mala tempora currunt per il portale dal punto esclamativo o, detta all'anglosassone, tempo di head winds, vento di prua. In effetti le notizie sono decisamente pessimiste: i profitti sono crollati del 23 per cento, passando dai 268,7 milioni di dollari agli odierni 205,7, il titolo ha perso quasi il sette per cento e il sette per cento della forza lavoro viene licenziato. Tutti veri dunque quelli che sono iniziati come rumors e mano a mano sono diventati fatti.

Il Ceo Jerry Yang parla, in linguaggio manageriale, di processo di trasformazione necessario e di ristrutturazione, ma il dubbio che Yahoo! sia in serie difficoltà è robusto. Pesano inoltre sulla credibilità del gruppo quelle mille lettere di licenziamento. Nella lotta con la grande G il colosso guidato da Jerry Yang sta perdendo e le uniche scappatoie, a detta dello stesso manager, sono un'enfasi maggiore sugli investimenti pubblicitari e in generale sull'utenza. Del resto Yang lo aveva annunciato, non appena occupata la poltrona da amministratore delegato: focalizzare l'attenzione sull'utente sarebbe stata la sua priorità.

Cosa non ha funzionato? Forse il circuito di Yahoo! ha aperto troppo alla collaborazione e ai prodotti degli altri siti, ma d'altronde era un passo necessario. L'intuizione avuta da Jerry Yang sulla necessità di un protagonismo degli utenti (la cui esperienza va liberata e coltivata), era e rimane buona, nonostante le quote di mercato del motore di ricerca siano piuttosto rosicchiate (3,2 per cento in Europa, 18 per cento negli Usa, 14 per cento a livello mondiale). Può darsi che si tratti di una politica lungimirante che nell'immediato non dà buoni risultati, come può essere che il clima economico non abbia giovato al portale.








Fonte: pubblicato il


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