Bush al Congresso turbato per l'economia USA "che bisogna far ripartire" e ottimista per la politica

Il presidente americano parla ai suoi cittadini del problema dell'economia ma si dice ottimista per quanto riguarda la politica estera

Parlando ad una nazione distratta dalla campagna elettorale per la sua successione, Bush ha affrontato subito il tema che più preoccupa in questo momento gli americani: la situazione dell’economia.

E, pur non parlando apertamente di recessione, ha comunque manifestato un certa preoccupazione per il “futuro economico” del Paese turbato da una crescita che “sta rallentando” e da “un periodo di incertezza”.
Quindi ha sollecitato il Congresso ad approvare il più rapidamente possibile il pacchetto di stimolo per 150 miliardi di dollari, basato su agevolazioni fiscali e su incentivi alle imprese, già approvato dalla Camera.
Bush ha chiesto inoltre al Congresso che le riduzioni fiscali a suo tempo adottate ( e destinate a scadere nel 2010) diventino permanenti.
Fra le proposte del Presidente Usa, anche la creazione di un fondo di due miliardi di dollari da impiegare nel campo delle ricerche sulla energia pulita. In questo senso, Bush ha infatti ribadito che gli accordi sulla limitazione dei gas inquinanti devono comprendere tutti (compresi Cina e India) e che l’America deve ridurre la sua dipendenza dal greggio.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’inquilino della Casa Bianca ha chiesto al Congresso di rinnovare, tra le varie cose, la controversa legge che autorizza le intercettazioni, destinata a scadere il primo febbraio, sottolineandone l’importanza per le agenzie federali Usa chiamate a difendere la sicurezza degli americani.

Per quanto riguarda la politica estera, sul fronte della guerra in Iraq, Bush ha dato un quadro pieno di ottimismo sulla situazione: “I nostri nemici sono stati colpiti duramente. Al Qaeda è in rotta”, ha detto Bush sottolineando che “la nuova strategia è un successo” e che “sono stati raggiunti risultati inimmaginabili fino ad un anno fa”.
Quindi ha spiegato che oltre 20 mila soldati Usa saranno rimpatriati ma che ulteriori riduzioni saranno decise sulla base della situazione sul campo dal momento che un ritiro troppo frettoloso potrebbe compromettere i progressi raggiunti.
Ecco perché, la prossima settimana, Bush chiederà al Congresso altri 70 miliardi di dollari per portare avanti i conflitti in Iraq e Afghanistan.
Circa l’ Iran, il Presidente Usa ha inviato un duplice messaggio a Teheran: dovrà rinunciare al suo programma nucleare “in modo che possano iniziare negoziati”, ma ha anche ammonito che “l’America si opporrà a coloro che minacciano le nostre truppe” e che saranno difesi gli “interessi vitali nel Golfo”.
Infine, Bush ha espresso speranza per un accordo tra israeliani e palestinesi.








Fonte: pubblicato il


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