Allarme per i tatuaggi da spiaggia

Dai pediatri dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù arriva però un allarme riguardante l'hennè

Ogni anno, d'estate, gli italiani riscoprono la voglia di tatuaggi. In spiaggia di giorno, così come nei bar e nei locali la sera, si va in giro poco vestiti e il desiderio di attirare l'attenzione, magari con un originale disegno ''stampato'' direttamente sulla pelle, aumenta inevitabilmente. Ma non tutti se la sentono di marchiarsi a vita con dolorosi aghi ed inchiostri indelebili.

In loro aiuto arriva la tecnica dell'hennè, con la quale si realizza una sorta di tatuaggio usa e getta. Fino ad oggi, la tintura utilizzata per queste ''decorazioni'' era ritenuta totalmente innocua e rappresentava un'ottima possibilità per chi voleva togliersi uno sfizio, senza poi portarne i segni per tutta la vita. Dai pediatri dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù arriva però un allarme riguardante proprio l'hennè. Questa tintura, infatti, non sarebbe proprio così naturale come viene presentata.

robabilmente, ad un base realizzata a livello artigianale, vengono aggiunte delle sostanze chimiche per favorirne la produzione a livello industriale, al fine di abbassarne i costi. Questo coinciderebbe con la comparsa di sostanze allergizzanti, che, restando a contatto con la cute per almeno due settimane, potrebbero provocare reazioni eczematose, così come lesioni vescicolose, che danno molto prurito e se ci si gratta anche infezioni batteriche, soprattutto da stafilococco.

Un altro pericolo, inoltre, è legato alle scarse condizioni igieniche per il tattoo da spiaggia. ''Il rischio è di sviluppare irritazioni come follicoliti o infezioni batteriche e fungine - spiega Maya El Hachem, responsabile dell'Unità Operativa di dermatologia delBambino Gesù di Roma - anche su questo fronte infatti non ci sono controlli, si crede che i tatuaggi all'hennè siano innocui ma non è affatto detto''.





Fonte: pubblicato il


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