Tassi di interesse Stati Uniti: taglio di 75 punti oggi. Considerazioni

La Fed continua a effettuare tagli sui punti di interesse degli Usa. Alcune considerazioni

Una grandissima quantità di vendite ieri per tutte le borse europee e asiatiche. E’ riuscita a evitare il tracollo quella statunitense, chiusa per la festivita’ del Martin Luther King Day.

Forse era nelle intenzioni della Fed evitarlo anche oggi. E’ stato questo probabilmente il motivo dell’annuncio della decisione di tagliare di 75 punti base i tassi di interesse, che scendono così al 3,50 per cento.

La banca centrale statunitense ritiene che siano aumentati i rischi al ribasso per la crescita economica del Paese. Ma i mercati sono da tempo convinti che si tratti di qualcosa in più che di semplici rischi: iniziano a pensare che la recessione sia un passaggio obbligato, inevitabile.

E’ questa anche la visione di Goldman Sachs. La banca d’affari prevede che la locomotiva americana entrerà in recessione quest’anno, inducendo la Fed a ridurre il costo del denaro al 2,5% entro il terzo trimestre. Le ipotesi di Goldman indicano un rallentamento del Pil pari all’1% nel secondo e nel terzo trimestre e un aumento dello 0,8% a fine anno.

Non è riuscito dunque a riportare il sereno l’atteso piano di aiuti fiscali da 140 miliardi di dollari annunciato dal presidente Bush nei giorni scorsi. Il mercato non crede che possa essere quella la soluzione ed è preoccupato dal marcato rallentamento evidenziato dai consumi degli americani, vero elemento di traino dell’economia mondiale.


E’ questo che fa paura anche al di qua dell’Oceano. Anche se il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha precisato che la situazione dell’economia statunitense è decisamente diversa da quella europea, spaventa la considerazione che la zona euro subirà le conseguenze della probabile recessione Usa, a seguito della quale sarà necessario rivedere al ribasso le previsioni di crescita del 2008.

Il premier lussemburghese ha invitato tuttavia a non lasciarsi andare ad un pessimismo esagerato, anche se la crescita sarà un po’ al di sotto del potenziale e nonostante il rischio inflazione.








Fonte: pubblicato il


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