Consegna posta in ritardo in tutta Italia: tonnellate di lettere bloccate nei depositi

Troppe lettere ferme nei depositi delle Poste, bisogna abilitare un sistema di tracciatura

Alcuni organi di stampa denunciano il fatto che tonnellate di posta arretrata sono ferme nei depositi delle Poste Italiane.

Secondo i sindacati, la causa dei ritardi è il fallimento della riorganizzazione dei servizi postali dell’azienda.

Il Codici invita i cittadini vittime dei disservizi di Poste Italiane ad avviare una class action. “E’ inammissibile - dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici - che per settimane la posta non venga recapitata ai cittadini”. “Oltre a non ricevere la corrispondenza, spiega Giacomelli, i cittadini sono costretti a pagare more a causa della mancata consegna delle bollette”.
Anche Adusbef e Federconsumatori stanno valutando la possibilità di intentare una class action contro le Poste ma, spiegano, non è ancora chiaro se tale azione si possa intraprendere contro “una Spa di capitale pubblico”. Intanto le due associazioni hanno chiesto un confronto con l’azienda sulla gestione e le carenze dei servizi postali.
Il Codacons ha chiesto la sospensione dello sciopero dei postini previsto dal 28 gennaio al 26 febbraio e di qualunque forma di protesta, “almeno fino a quando non sarà recuperata e consegnata ai consumatori tutta la posta in giacenza. Altrimenti potrebbe essere ipotizzato il reato di interruzione di pubblico servizio”.
L’associazione dichiara di condividere le ragioni della protesta dei postini e chiede a Poste Italiane di rivedere i propri piani aziendali ormai chiaramente tesi a potenziare i servizi finanziari e assicurativi a scapito di quelli postali
Il Codacons chiede, infine, una revisione della Carta della qualità dei prodotti postali: attualmente, spiega l’associazione, “nessun rimborso è previsto per ritardi nella consegna della posta tradizionale, anche se si tratta di fatture. Inoltre solo il mittente, non il destinatario, può agire per chiedere un rimborso”.
L’Adoc propone “l’adozione di un sistema di tracciatura per evitare che gli eventuali ritardi nella consegna di bollette, fatture e pacchi non ricadano sulle tasche dei cittadini. In questo modo, spiega Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, si potrebbe facilmente individuare chi non ha rispettato i tempi durante la trasmissione del prodotto ed agire di conseguenza.








Fonte: pubblicato il


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