Italia.it chiuso ufficialmente il portale da 45 milioni di euro

Dopo solo 11 mesi di vita, chiude il progetto Italia.it, costato ben 45 milioni di euro

La decisione di chiudere Italia.it è del ministro dell'innovazione e delle riforme Luigi Nicolais che, dopo solo 11 mesi di vita, ha deciso di demolire quello che fin dalle origini era stato ribattezzato un «web-mostro».

Forte di 45 milioni di euro stanziati (21 dei quali destinati alle Regioni), 7 milioni spesi e infinite polemiche che lo hanno accompagnato dall'inaugurazione del 22 febbraio 2007 scorso ad opera del ministro Francesco Rutelli, Italia.it saluta e se ne va. Problemi tecnici, informazioni incomplete o errate e una generale indifferenza da parte dei navigatori ne hanno accompagnato la breve vita e decretato infine la morte.

D'ora in poi, i turisti che digiteranno www.italia.it desiderosi di trovare informazioni per programmare il proprio viaggio in terra italica riceveranno in risposta un messaggio di errore. Non la migliore fotografia delle bellezze artistiche e paesaggistiche italiche, probabilmente, ma di certo una rappresentazione adeguata della gestione del progetto pubblico e della sua storia. «Fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall'allora ministro per l'Innovazione Lucio Stanca», ha affermato ieri Francesco Rutelli, addossando al precedente esecutivo le «responsabilità per l'inefficacia della soluzione tecnologica e l'incongruità dei finanziamenti».

Già nell'ottobre scorso il ministro dei Beni culturali aveva preso le distanze dalla scomoda creatura: «Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere», era stato l'esplicito messaggio. Nel frattempo Nicolais, l'altro ministro competente sul portale, aveva messo in piedi una commissione di indagine per «fare luce sulle criticità e sulle possibili omissioni che hanno accompagnato sinora lo sviluppo del programma» e insediato il Comitato nazionale per il portale Italia.it, composto da esponenti delle amministrazioni centrali e locali, con il compito di dare una regia al progetto e decidere come investire il resto dei soldi. Il tutto mentre una petizione online chiedeva la pubblicazione dei documenti relativi all'aggiudicazione della gara e l'attivismo virtuale dava vita a Ritalia, chiamando a raccolta programmatori e grafici per la riprogettazione del portale.

Purtroppo, nessuna di queste iniziative e prese di posizione ha migliorato le sorti del web-mostro. Pur con qualche aggiustamento (correzione di alcuni errori e la messa a norma per quanto riguarda l'accessibilità sul web) il pachidermico portale ha continuato a trascinarsi stancamente, poco attraente e poco visitato.


Negli ultimi mesi - come ha rivelato il sito del quotidiano la Stampa - il sito da 45 milioni di dollari si reggeva sulle proprie gambe virtuali solo grazie al lavoro gratuito della redazione. E ora? Mentre il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti, dal Ministero dell'innovazione e delle tecnologie fanno sapere che decisioni sul futuro non ne sono ancora state prese. Tra le ipotesi in esame c'è anche quella di indire un nuovo bando di gare per l'assegnazione dei soldi non ancora investiti.

Nel frattempo, in attesa delle nuove strategie online del nostro turismo, qualche frammento di Italia.it continua. E' il video inaugurale del ministro Rutelli che, in inglese, invita i turisti dl mondo a visitare l'Italia promettendo di accoglierli «calorosamente e con una migliore organizzazione».





Fonte: pubblicato il


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