Lavoro, famiglia e società: duro denuncia del Vaticano sulla situazione italiana

Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco critica duramente l'Italia

Il cardinale Angelo Bagnasco adotta una linea dura verso la società italiana, dopo la mancata visita del Papa a "La Sapienza"


Mancata visita a La Sapienza

Bagnasco ha parlato di ''amara soluzione''. La scelta di Benedetto XVI di non andare è stata per Bagnasco ''tutt'altro che un tirarsi indietro, come qualcuno ha detto, ma una scelta magnanima per non alimentare neppure indirettamente tensioni create da altri e che la Chiesa certo non ama, pur dovendole spesso suo malgrado subire ''. In tale contesto ha specificato ''Come cittadini e come Vescovi d'Italia non possiamo non essere preoccupati ''. ''La straordinaria folla di fedeli e di cittadini'' raccoltasi in piazza San Pietro, domenica 20 gennaio 2008, spinge Bagnasco a guardare in avanti con fiducia ''nella tradizione culturale del nostro Paese che ha sempre considerato il dialogo tra fede e ragione la sorgente vitale di progresso e di civiltà ''.

 
Famiglia e legge 194 sull'aborto

Bagnasco facendo riferimento a una riunione a Fatima di vescovi cattolici che ha rilanciato la prospettiva della famiglia ha affermato: ''Di qui il riproporsi significativo al di là dei confini nazionali, di iniziative come il nostro Family Day che per nessuno voleva essere e per nessuno è stato una minaccia, ma piuttosto l'indicazione di una via da percorrere''. Bagnasco ha inserito un ampio riferimento alla moratoria della pena di morte votata da 104 paesi, ''ai quali è vivamente auspicabile che altri Paesi via via su aggiungano, come sta già accadendo, a condividere un fondamentale approdo di civiltà giuridica e di consapevolezza delle insopprimibili ragioni di ogni vita umana”.


Subito dopo Bagnasco ha lodato il dibattito avviatosi attorno alla moratoria della legge sull'aborto:''Come non valutare benefica la discussione che, nel nostro Paese, si è aperta nel corso delle ultime settimane, e come non essere grati a chi per primo, da parte laica (allusione agli 'atei devoti ' ndr) ha dato evidenza pubblica alla contraddizione tra la moratoria che c'è e quella che fatichiamo tanto a riconoscere? ''.

In merito alla legge 194/78 che regola in Italia l'assistenza alla vita nascente e il ricorso all'interruzione volontaria della gravidanza, Bagnasco ha affermato ''Per questo occorre razionalmente non escludere almeno l'aggiornamento di qualche punto della legge, pur continuando i Vescovi a dire che non ci può mai essere alcuna legge giusta che 'regoli' l'aborto ''. In tale contesto ha ''suggerito'' che i fondi previsti dalla legge 194, art 3 ''magari accresciuti da apporti delle Regioni , siano dati in dotazione trasparente ai consultori o centri - comunque si chiamino - di aiuto alla vita perché l'esperienza insegna che già pochi mezzi forniti per un primo intervento sono talora sufficienti per dare ascolto alle donne''.


Morti bianche

Rispetto alle morti bianche sul lavoro Bagnasco ha espresso la convinzione che ''le organizzazioni imprenditoriali e le singole aziende devono fare un passo in avanti in quell'autodisciplina rigorosa e metodica che nel rispetto delle leggi potrà dare risultati importanti''. Sul versante del lavoro Bagnasco ha espresso solidarietà ai vescovi della Calabria che hanno inviato a reagire alla n'drangheta e a quelli della Sicilia che vedono di buon occhio gli imprenditori che si ribellano al racket e in tale quadro ha ''apprezzato'' l'attività di associazioni nate dal basso, tra queste ha citato esplicitamente ''Addiopizzo''.


Collegandosi al 60esimo della Carta Costituzionale Italiana, Bagnasco ha riproposto ai politici di matrice cristiana in Italia alcuni principi enunciati da Benedetto XVI il 21 settembre 2007 all'internazionale democratico cristiana. Ha introdotto un'ulteriore specificazione in favore del "voto di coscienza''. Il voto di coscienza in realtà è una risorsa a esclusivo servizio della politica buona e dunque - all'occorrenza - può e deve diventare una scelta trasversale rispetto agli schieramenti e invocabile in ogni legislatura''.

Quindi siamo alla vigilia di 10 100 1000 Paole Binetti? Bagnasco ha cercato di rassicurare affermando che ''Nessuno pensi che dietro a queste parole ci sia un disegno egemonico che si vuol perseguire''. Tuttavia ha messo anche dei paletti vistosi alla riflessione sul pluralismo con queste parole: ''Non c'è scritto da nessuna parte che un vivace pluralismo culturale debba coincidere con un secolarismo aggressivo e intollerante come avvenuto nei giorni scorsi'' (allusione alla mancata visita di Benedetto XVI a La Sapienza ).

"Dire come qualcuno ha detto - ancora Bagnasco - che la Chiesa Cattolica ha un'irresistibile vocazione al fondamentalismo (riferimento forse a alcune recenti osservazioni di Eugenio Scalfari, il fondatore de 'La Repubblica ' ? ndr) significa fare della polemica gratuita, senza la disponibilità a mettere sul tavolo argomenti costruttivi e utili ad un confronto magari vivace, ma non caricaturale".

Con attenzione allo scenario sociale italiano Bagnasco ha fatto propria la conclusione di un rapporto della Caritas Italiana che ha rilevato "Di fatto l'Italia incoraggia le famiglie a non fare figli". Infine rispetto al comparto sicurezza "se si vuole realmente incidere, bisogna dare certezza al diritto e mettere anche economicamente le forze dell'ordine nella condizione di agire".





Fonte: pubblicato il


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