Le lacrime di Hillary Clinton ? Lo stesso giorno arrestato un suo importante finanziatore

Hillary Clinton non fa in tempo a versare lacrime di gioia e commozione che viene arrestato uno dei suoi finanziatori

E' giunta per la candidata alla presidenza e il suo entourage lasgradita notizia della condanna inflitta da una Corte della Californiaad uno dei più attivi finanziatori del partito negli ultimi anni. TaleNorman Hsu, 56enne nativo di Hong Kong con un passato da dirigente inun industria di abbigliamento, dovrà infatti scontare una pena di 3anni in un carcere della Contea di San Mateo, nei pressi di SanFrancisco, dopo aver truffato varie decine di ignari investitorid’oltreoceano con un complesso sistema noto come “Schema di Ponzi”, dalnome di un truffatore italo-americano vissuto a cavallo tra il XIX e ilXX secolo.

La sentenza emessa dalla Corte presieduta dal giudice StephenHall rende giustizia di un raggiro messo in atto da Hsu nel 1992,quando fu in grado di raccogliere circa un milione di dollari simulandouna fantomatica opportunità di business legata alla vendita di guantiin lattice.

Finito sotto inchiesta dopo che tramite una sorta di schemapiramidale, volto ad assicurare rapidi e ingenti guadagni e nel qualefinirono una ventina di persone, lo spregiudicato uomo d’affari decisedi patteggiare evitando il processo ma si rese irreperibile prima dellasentenza fuggendo presumibilmente in un imprecisato paese asiatico.

Riapparso durante la scorsa estate in seguito al suo riconoscimento daparte di un giornalista del quotidiano californiano Los Angeles Timesper aver preso parte a molti eventi destinati alla raccolta di fondi afavore del partito Democratico, Norman Hsu decise di costituirsi pressola Contea di San Mateo, alla cui Corte versò una cauzione di 2 milionidi dollari per evitare il carcere.

Pochi giorni dopo, il 5 settembre, invece di presentarsi all’udienzafissata dalla Corte di Redwood City per discutere il suo caso, Hsuinscenò una seconda clamorosa fuga salendo su un treno della Amtrak aEmeryville, California, diretto a ovest.


Giunto in Colorado, fu colpitoda un malore improvviso, ma secondo alcuni fu un tentativo di suicidio,finendo in una camera d’ospedale nella città di Grand Junction dove il6 settembre ricevette la visita di alcuni agenti dell’F.B.I. che loarrestarono nuovamente grazie ad una soffiata anonima.

Di ritorno nelcarcere di Redwood City, a Hsu venne negata la possibilità di uscire sucauzione e tre mesi dopo è arrivata la sentenza che ha pienamentesoddisfatto le vittime del raggiro, rimborsate delle perdite subitequindici anni fa con una parte del denaro della cauzione trattenutodalle autorità californiane, ed ha diffuso l’imbarazzo tra moltiesponenti di spicco del partito Democratico in piena campagna per lepresidenziali del prossimo novembre.

Su questo fronte tuttavia, il disagio creato in particolare a HillaryClinton, ma non solo, rischia di essere solo all’inizio. Hsu infatti,come ha reso noto un portavoce del Dipartimento della Giustizia, GarethLacy, verrà spedito a breve a New York dove dovrà affrontareun’ulteriore procedimento legato ad un caso simile al primo, nel qualel’importo complessivo della truffa si aggira però intorno ai 60 milionidi dollari, denaro che potrebbe essere stato dirottato in molti casi,su pressioni fatte dallo stesso Hsu, a numerosi candidati Democraticiin corsa per le elezioni locali e nazionali.

Il Dipartimento diGiustizia americano ha a sua volta aperto un’inchiesta in base alsospetto che l’indagato possa aver estorto somme destinate alfinanziamento di politici per aggirare i limiti legali imposti aiversamenti di ogni singolo cittadino.

È il 2003 l’anno in cui Norman Hsu comincia a mettersi in lucenell’ambiente politico vicino al partito Democratico staccando pesantiassegni a sette cifre di tasca propria e prodigandosi assiduamentenella raccolta di fondi in tutto il paese.

Numerose sarebbero state inseguito le segnalazioni della sua presenza a fianco di importantiuomini politici e candidati Democratici di ogni livello, tutti ignari,fino a prova contraria, del suo scomodo passato. Tra questi,l’imbarazzo maggiore in questi giorni deve averlo nutrito proprio la exfirst lady in corsa nelle primarie, la quale annoverava Mr. Hsu tra ipiù generosi donatori della sua campagna tanto da includerlo nellarelativamente ristretta lista di “Hillraiser”, gioco di parole da leiconiato per definire quei sostenitori in grado di raccogliere almeno100.000 $ in suo favore e tra cui spicca anche il nome di StevenSpielberg.

Come la signora Clinton, che ha destinato in fretta e furiain beneficenza un contributo di 850.000 $ elargitole da Hsu, moltiautorevoli rappresentanti del partito che mira a rimpiazzare l’infelicepresidenza Bush con un proprio candidato entro fine anno, si sonougualmente affrettati a sbarazzarsi di somme comunque di gran lungameno consistenti.





Fonte: pubblicato il


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