Costruzioni autostrade, valichi, aeroporti e grandi opera pubbliche: nuovi appalti per aziende

Ritorna una rinnovata attenzione dei grossi gruppi italiani per il rilancio delle infrastrutture nel Bel Paese.Sfida tra imprese e cordate di banche

Ritorna una rinnovata attenzione dei grossi gruppi italiani per il rilancio delle infrastrutture nel Bel Paese. Significativa è in questo senso l’intervista rilasciata ieri al Giornale da Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, che ha bocciato il fallimento delle nozze spagnole come una vittoria dei “signor no”.

Pur nella conferma di un investimento da 1,4 miliardi di euro sull’Adriatica e sulla variante di valico nel 2008, Castellucci ha dichiarato che i lavori sulla rete subiranno un ulteriore blocco per le nuove norme previste nell’articolo 12 del collegato alla Finanziaria 2006. Con queste si vieta alle concessionarie di realizzare lavori di potenziamento autostradale tramite società di costruzione controllate. Si tratta di una norma voluta per ragioni di conflitto d’interesse fra chi assegna i lavori e chi li svolge, ma per Castellucci il rischio è quello di ulteriori ritardi nelle opere.

Che poi le principali banche, società di costruzioni e concessionarie autostradali abbiano gli occhi bene aperti sulle nuove opportunità non sfugge a nessuno.

In vista di lavori che spaziano dagli aeroporti alle autostrade passando per altre grandi opere pubbliche in patria e all’estero la stessa Atlantia, la Argo Finanziaria di Marcellino Gavio e Immobiliare Lombarda dei Ligresti accelerano sul rinnovo del patto di sindacato di Impregilo. Sul ruolo di banche di primo piano come Unicredit o Intesa Sanpaolo nei prossimi affari testimonia la compagine azionaria del fondo F2i di Vito Gamberale, che il Governo ha voluto proprio per finanziare nuove infrastrutture in Italia.

Non a caso di recente Unicredit ha avuto un ruolo di primo piano nell’assegnazione dei lavori per la Pedemontana Veneta: della Spa che ha promosso il progetto Unicredit è uno dei principali azionisti insieme a Finopi, una società del settore controllata invece da Intesa Sanpaolo





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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