Detrazione per i familiari e parenti residenti all'estero: documentazione e procedura

La detrazione per i familiari residenti all’estero ed in particolare fuori dai confini EU è stata sancita da una nota in Gazzetta Ufficiale che ne indicano la documentazione e le procedure per ottenerla

La detrazione per i familiari residenti all’estero ed in particolare fuori dai confini EU è stata sancita da una nota in Gazzetta Ufficiale che ne indicano la documentazione e le procedure per ottenerla

Stabilita con Decreto ministeriale n. 149 del 2 Agosto 2007, la nuova disciplina per le detrazioni per carichi familiari ribadisce che per poter beneficiare del regime agevolato si debba necessariamente tener conto del grado di parentela con il familiare a carico e dell’ammontare della sua base imponibile. Il reddito complessivo nello specifico non deve essere superiore ai 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Si ricorda inoltre che nel determinare la sussistenza della condizione di familiare fiscalmente a carico, occorre considerare anche il reddito di impresa o di lavoro autonomo agevolato di cui il familiare sia eventualmente titolare.

Qualora quindi gli stati civili siano documentati mediante certificati o attestazioni rilasciate dalla competente autorità del Paese di residenza del soggetto, in quanto ad esempio il matrimonio è stato contratto nel Paese di residenza, la relativa documentazione dovrà essere preparata nel Paese di residenza, tradotta in italiano e autenticata, come conforme all‚originale, dal consolato italiano nel Paese di residenza.

Va segnalato inoltre che nel caso di stati civili di soggetti non residenti di origine italiana, qualora risultanti in possesso di autorità italiane (ad esempio, matrimonio contratto in Italia, figli nati in Italia, ecc.), essi possono essere documentati anche mediante relativi certificati o attestazioni resi dalla competente autorità italiana.
In tale ultima ipotesi i soggetti non residenti potranno richiedere i relativi certificati anche presso il consolato italiano del Paese di residenza ovviamente senza la necessità della traduzione in lingua italiano e delle relativa autenticazione.
Per quanto riguarda invece la dimostrazione della circostanza che le persone a carico non possiedono redditi eccedenti il limite previsto e che il richiedente non gode, nel Paese di residenza, di alcun beneficio connesso ai carichi di famiglia, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la stessa debba essere resa mediante certificazione proveniente dalle autorità fiscale del Paese di residenza, tradotta in italiano e autenticata, come conforme all’originale, dal consolato italiano nel Paese di residenza.

Familiari a carico
Le detrazioni per carichi familiari riguardano coniugi e figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati.
Chi sono i familiari che possono considerarsi a carico:


- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
- i figli, anche se naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati;
- i seguenti altri familiari:

- il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
- i discendenti dei figli;
- i genitori e gli ascendenti prossimi, anche naturali;
- i genitori adottivi;
- i generi e le nuore;
- il suocero e la suocera;
- i fratelli e le sorelle, anche unilaterali.


La deduzione per il coniuge e i familiari a carico non spetta, neppure in parte, se, nel corso dell’anno, il reddito del familiare ha superato il limite di euro 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili, della deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione e della deduzione per oneri di famiglia.
Nel limite di reddito di euro 2.840,51 che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere computate anche le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, dalla Santa Sede, dagli Enti gestiti direttamente da essa e dagli Enti Centrali della Chiesa Cattolica, nonché la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato.
Si ricorda che ai soli fini dell’eventuale attribuzione delle deduzioni per carichi di famiglia, dette retribuzioni, anche qualora esenti, devono essere considerate rilevanti fiscalmente.
Le deduzioni per coniuge e figli a carico spettano anche se questi non convivono con il contribuente e non risiedono in Italia.
La deduzione per i figli compete indipendentemente dalla circostanza che gli stessi abbiano o meno superato determinati limiti di età o che siano o non siano dediti agli studi o a tirocinio gratuito e, pertanto, ai fini dell’attribuzione della deduzione gli stessi non rientrano mai nella categoria di altri familiari.
Per poter fruire della deduzione per “altri familiari a carico” è necessario altresì che questi convivano con il contribuente oppure ricevano da lui assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.

La deduzione per oneri di famiglia, prevista dallarticolo 12 del TUIR, è teorica e, quindi, chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare della deduzione effettivamente spettante .
In base al risultato di detto calcolo la deduzione per oneri di famiglia può spettare per intero, solo in parte o non spettare a seconda della situazione reddituale del contribuente.

Gli importi delle deduzioni teoriche previste per familiari a carico sono:

- euro 3.200,00 per il coniuge;
- euro 2.900,00 per ciascun figlio;
- euro 2.900,00 per ogni altro familiare.

La deduzione per figli a carico di euro 2.900,00 è sostituita da:

- euro 3.450,00 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
- euro 3.700,00 per ciascun figlio portatore di handicap;
- euro 3.200,00 per il primo figlio se l’altro coniuge manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se - coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato.

Tali deduzioni sono alternative tra loro.

Se per un figlio si verificano contemporaneamente più condizioni tra quelle previste, il soggetto che presta l’assistenza fiscale riconoscerà la deduzione più favorevole.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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