Morti sul lavoro in Italia: se non si risolve con etica almeno per vantaggio economico

Risolvere il problema delle morti sul lavoro se non per motivi sociali ed umani facciamolo almeno per mero 'interesse economico'

Dopo il funerale dell'ultima vittima della strage di Torino dobbiamo evitare che i riflettori si spengano sul tema del lavoro, è un dovere morale e civile di tutti tenere acceso l'interesse sull'argomento; se non per motivi sociali ed umani facciamolo almeno per mero "interesse economico" perché la mancanza di una adeguata "cultura della sicurezza e della prevenzione" sul lavoro, oltre ad una classe imprenditoriale non all'altezza della responsabilità sociale che gli compete da interesse di parte e da dettato costituzionale, costano al Paese (alle nostre tasche) circa 41 miliardi di euro, quanto una legge finanziaria.

E' un dato economico imbarazzante che ci dovrebbe far riflettere e di cui tutti ci dovremmo vergognare e per cui ci dovrebbe essere una più forte reazione e indignazione sociale; non può essere che in Italia sia diventato normale morire di lavoro, è un atto di inciviltà che non può tornare nel limbo e nel silenzio dei media e nell'indifferenza della società civile in attesa della prossima Thyssen.

Per ricordare tutti i morti di lavoro, per non rendere inutile il loro sacrificio umano e per fare sentire meno soli i loro famigliari, ridiamo con l'impegno di tutti -ciascuno per le proprie responsabilità e competenze - dignità al lavoro e diamo piena esigibilità all'art. 1 della Costituzione che definisce la nostra come "una Repubblica fondata sul lavoro"








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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