Copyright, P2P e file sharing: regole e leggi comuni nell'Unione Europea ?

La Commissione Europea emana una comunicazione per assicurare la prosperità del mercato digitale nel Vecchio Continente

Quale futuro per i contenuti online dell'Unione europea? Come assicurare che il mercato della creatività digitale del Vecchio Continente prosperi? A queste domande cerca di rispondere la Commissione europea che ieri ha finalizzato una comunicazione in proposito. Obiettivo: creare le condizioni regolatorie per un ecosistema comunitario che permetta alle aziende del settore di fiorire e competere in un mercato che dovrebbe raggiungere gli 8,3 miliardi di euro nel 2010.
Creative content online in the single market, questo il titolo del documento, è frutto di due discussioni pubbliche e costituirà la base per la Raccomandazione che il Parlamento e il Consiglio d'Europa emetteranno entro metà del 2008. Ecco le questioni principali individuate nel testo.

Scarsa disponibilità online di contenuti creativi
Il primo problema segnalato dai commissari è la ancora bassa diffusione di materiali validi su internet e l'assenza di licenze dei diritti sulle nuove piattaforme. A questo proposito, il documento sembra invitare gli operatori a mettere da parte le preoccupazioni sulla pirateria per trovare «soluzioni innovative e collaborative per sfruttare i contenuti online».
Licenze multinazionali: un'urgenza
La mancanza di una legislazione comune sui diritti d'autore resta uno dei maggiori ostacoli alla creazione di un mercato europeo dei contenuti digitali in rete: questa assenza rende arduo lo sfruttamento dei benefici di scala di un mercato unico. La Commissione esprime dunque «il bisogno di migliorare il presente sistema di licenze per permettere lo sviluppo di meccanismi di tutela dei diritti che siano multi-territoriali».

Drm e sistemi anticopia: più interoperabilità
Altro nodo gordiano della questione sono, secondo il documento, i Drm, ovvero dei sistemi anti-copia che i distributori di contenuti online utilizzano per limitare gli usi che possono essere fatti delle opere digitali delle quali posseggono i diritti. Da una parte, il documento considera i Drm un «fattore abilitante per la svolta digitale del settore dei contenuti», dall'altra afferma che «c'è bisogno di mettere a punto uno schema per la trasparenza dei Drm riguardo all'interoperabilità, assicurando una corretta informazione dei consumatori».
Questioni legali: codici di condotta
Sul tema della distribuzione illegale di contenuti online, la Comunicazione della Commissione afferma che la pirateria resta «una preoccupazione centrale». Sul fronte delle soluzioni, si limita ad auspicare «codici di condotta» tra «fornitori di accesso e servizio, titolari dei diritti e consumatori al fine di assicurare una larga offerta online di contenuti attraenti, di servizi che siano allettanti per il consumatore, adeguata protezione dei lavori protetti da copyright, sensiblizzazione ed educazione sull'importanza del copyright ai fini della disponibilità di contenuto».

«Il settore europeo dei contenuti soffre di una frammentazione della regolazione – ha commentato Viviane Reding, Commissario europeo ai media per la società dell'informazione e i media – di una mancanza di regole chiare e orientate al consumatore per quanto riguarda l'accesso a contenuti online protetti da copyright e di seri disaccordi tra gli operatori su questioni fondamentali come tasse e copie private­». Se l'Europa vuole una forte industria dell'intrattenimento, ha aggiunto la Reding, allora deve fornire «certezza legale all'industria, equa compensazione ai creatori di contenuti e una ricca varietà di offerta ai consumatori».
In vista della Raccomandazione che arriverà entro la metà del 2008 la Reding ha fatto partire una nuova consultazione pubblica che andrà avanti fino al 29 febbraio.





Fonte: pubblicato il


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