Smart working, in crescita e molto soddisfatti i lavoratori agili nel 2017. E cresceranno

Aumenta il ricorso al lavoro in una sede differente dagli uffici e a fare maggiormente ricorso sono soprattutto le aziende private prima ancora che quelle pubbliche.

Lo smart working, il lavoro a distanza cresce anche in Italia e seppur non a livelli di diverse aktre nazioni al mondo la tendenza è certamente di aumento E che potrebbe rafforzarsi a breve per una serie di leggi da poco approvate.

Sono i numeri a rivelare come il ricorso allo smart working o al lavoro agile, quello da casa o da qualunque altra postazione differente dagli uffici, sia una realtà anche in Italia. Probabilmente la risposta delle aziende italiane è stata al di sotto delle aspettative, ma il trend è stato avviato ed è destinato a crescere nel tempo. Anche perché con le nuove norme su orario, controlli e sede di attività che entreranno in vigore il prossimo anno e l'innalzamento delle tutele per i lavoratori, la soluzione può rivelarsi sempre più proficua e soddisfacente per tutti. Fino a questo momento, i dati svelano come il 36 per cento di grandi imprese ha progetti di smart working strutturati, rispetto al 5 per cento degli enti di pubblica amministrazione e il 7 per cento delle piccole e medie imprese. Il ricorso allo smart working è di solito circoscritto ad alcuni giorni alla settimana e sono previste limitazioni alla scelta del luogo di lavoro.

Vantaggi dello smart working

Per smart working si intende quella modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, stabilita con accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli, obiettivi, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile uso di strumenti tecnologici per svolgere l'attività lavorativa. La prestazione è eseguita in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all'esterno, senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro. Nell'accordo che regola lo smart working sottoscritto tra azienda e dipendente devono essere indicati i tempi di riposo e le modalità di disconnessione dagli strumenti di lavoro. Tra i vantaggi segnalati ci sono

  1. il miglioramento della produttività
  2. la riduzione dell'assenteismo
  3. l'abbattimento dei costi degli spazi

E poi, il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le stesse mansioni in azienda. Gli incentivi fiscali e contributivi eventualmente riconosciuti per gli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato sono applicabili anche quando l'attività lavorativa è prestata in modalità di lavoro agile.

Per l'attivazione dello smart working, che non rappresenta una nuova tipologia contrattuale ma solo una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, è necessaria la sottoscrizione di accordi individuali che regolamentino lo svolgimento della prestazione.

Il nodo dei controlli


In questi primissimi mesi di esperienza (le norme sono entrate in vigore a metà giugno), la valutazione di lavoratori e datori di lavoro è positiva. Rimane il nodo dei controlli: per gestire in modo efficace la strumentazione fornita ai dipendenti il datore deve regolamentarla in anticipo. Il dipendente deve sapere come funzionano gli strumenti, come devono essere usati e come sono fatti i controlli. Se è data informazione adeguata al lavoratore delle modalità d'uso e di effettuazione dei controlli nel rispetto delle norme sulla privacy, le informazioni raccolte sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro.

Stando alle norme approvate, la policy sui controlli a distanza deve contenere una descrizione degli strumenti e delle regole di utilizzo, i comportamenti non tollerati, l'indicazione della possibilità o meno di usare gli strumenti per ragioni personali, l'indicazione dei dati conservati e dei soggetti abilitati ad accedervi, le modalità e tempi di conservazione dei dati, le prescrizioni interne circa la sicurezza dei dati e dei sistemi, le modalità, le ragioni e la frequenza dei controlli, un riferimento chiaro al codice disciplinare per la violazione delle prescrizioni.

In ogni caso, il lavoratore è tutelato contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione resa all'esterno dei locali aziendali. Ed è tutelato anche per l'infortunio in itinere, inteso come l'infortunio che avviene durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione all'esterno dei locali aziendali.





di Luigi Mannini pubblicato il


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