Rc Auto: su targa controlli automatici per le strade al via per chi non paga. Truffe assicurazioni continuano

Ci sono evidenti difficoltà ad applicare le nuove regole per individuare chi è sprovvisto di assicurazione auto. Sanzioni e controlli sono invece già chiari.

Sono partiti i primi controlli su strada in automatico sulle targhe per capire chi non paga le assicurazioni auto anche se non mancano i limiti al momento più normativi che tecnici. E poi proseguono le truffe sempre maggiori.

La norma c'è ed è stata introdotta da una manciata di settimana e qualche iniziale controllo è scattato, ma più per test che altro, perchè vi davvero diversi problemi. La legge prevede che le pattuglie delle forze dell'ordine equipaggiate con lo strumento per la lettura delle auto in transito sulle strade italiane, possano individuare subito gli evasori dell'assicurazione. Il punto è che si verifica una sovrapposizione tra le norme norme e quelle precedenti, con il risultato di provocare confusione e difficoltà di applicazione. La prova che le idee su come procedere non sono chiare? Non è ancora pronta la circolare operativa del Viminale. Il nodo principale riguarda i documenti: occorre notificare un verbale per assenza di assicurazione auto e invitare il proprietario del veicolo a esibire i documenti oppure basta la fotografia che testimonia come il veicolo sia in circolazione senza copertura come da banca dati? Basta insomma la verifica automatica? Se la risposta è affermativa perché il passaggio fisico non è stato cancellato?

Assicurazione auto: sanzioni e controlli

Ma quali sono le sanzioni adesso in vigore? E cosa prevedono i controlli attuali? In caso di circolazione senza assicurazione auto, occorre fare riferimento all'articolo 193 del Codice della strada. Dopo aver ribadito l'obbligo di dotarsi di copertura da parte dei veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, viene stabilito che chiunque circoli senza assicurazione viene multato con una cifra variabile da 848 a 3.393 euro. Tuttavia l'importo viene ridotta a un quarto se l'assicurazione viene attivata entro 15 giorni dalla sanzione. Allo stesso tempo, viene ridotta sempre a un quarto se entro 30 giorni dalla contestazione, l'automobilista provvede alla demolizione del mezzo. La confisca si evita pagando la sanzione e dimostrando di aver pagato una copertura almeno per i successivi sei mese e le spese di sequestro o rottamando il mezzo.

Siamo dunque davanti a un sistema piuttosto complesso, rispetto a cui non a caso con una certa cadenza arrivano proposte di semplificazione ovvero di rendere le norme più fluide, anche con l'utilizzo delle nuove tecnologie. Già da anni molti corpi di polizia effettuano controlli con strumenti più aggiornati. Il punto è che si tratta di casi isolati perché non c'erano le condizioni di legge per un'applicazione automatica. Succede allora che l'apparecchio legge la targa dei mezzi in transito e trasmette gli allarmi su quelli che risultano scoperti a una pattuglia, che ferma i veicoli segnalati e verifica i documenti. Ciò richiede personale e non consente di fermare tutti i trasgressori. Le buone intenzioni per diventare efficaci devono dunque fare i conti anche con la realtà dei fatti.

Assicurazione auto obbligatoria

Di certo c'è in Italia l'assicurazione auto è obbligatoria. In particolare ogni veicolo a motore per poter circolare deve essere necessariamente coperto da una assicurazione auto rilasciata da una impresa abilitata. Da parte loro, le società di assicurazione sono tenute ad accettare le richieste di copertura da parte dei consumatori. L'eventuale rifiuto di rilasciare la polizza va segnalato all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni per gli accertamenti e le conseguenti iniziative di vigilanza. Le società hanno l'obbligo di accettare la richiesta di copertura applicando le condizioni di polizza e le tariffe che hanno stabilito e reso pubbliche. Prima di concludere il contratto, le stesse società possono verificare l'identità del contraente e dell'intestatario del veicolo e i dati contenuti nell'attestato di rischio per poter attribuire la corretta classe di merito.


Se la compagnia, una volta stipulato il contratto con il possessore dell'auto, dovesse accertare che il contraente non aveva diritto alla classe di merito assegnata, può procedere a rettifica, applicando i conseguenti correttivi tariffari. In ogni caso, le società non possono condizionare il rilascio dell'assicurazione auto alla sottoscrizione di qualunque altro contratto, tranne che nel caso di polizza con clausola di franchigia a recupero garantito.





di Luigi Mannini pubblicato il


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