Sda, no licenziamenti. Cassa integrazione annunciata da Rangoni. E' scontro dipendenti-Cobas

Continuano le proteste negli hub Sda nonostante si prospetti la strada della cassa integrazione. Critica la situazione sul fronte della spedizione pacchi.

Le conseguenze dello sciopero Sda sono di due tipi. Da una parte c'è quella che riguarda i dipendenti in agitazione, insoddisfatti delle nuove prospettive e decisi ad andare avanti o oltranza fino all'accoglimento delle loro proposte. Il problema è che le cooperative appaltanti del servizio spuntano, durano poco tempo e poi scompaiono, azzerando le condizioni contrattuali e ritardando il pagamento degli stipendi. Dall'altra c'è quella dei pacchi e delle lettere che arrivano a singhiozzo ai destinatari e rispetto a cui l'aggiornamento di oggi 11 ottobre 2017 non fa registrare passi in avanti di rilievo. Non dimentichiamo che la protesta indetta da Si Cobas e Sol Cobas va avanti da circa un mese.

Nel mezzo c'è il destino del corriere, dietro a cui c'è Poste italiane, che già non se la passava molto bene nonostante il comparto sia in costante crescita. Molti player, come Amazon, stanno affidando ad altri spedizionieri il servizio e il calo del volume del fatturato è già realtà.

Sda: prospettive per i lavoratori

Di nuovo c'è la presa di posizione pubblica di Paolo Rangoni, amministratore delegato di Sda, sul futuro dei lavoratori. La strada indicata è quella della cassa integrazione anziché dei licenziamenti. Stiamo parlando di un organico di 1.500 dipendenti diretti che sono stati oggetto del confronto tra le parti con la mediazione del Ministero dello Sviluppo economico. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è già realtà per i circa 8.500 lavoratori indiretti. Ma è prorprio all'interno degli hub che si registrano proteste e scontri tra gli stessi lavoratori.

A Carpiano (poco distante da Milano), ad esempio, ci sono 400 facchini, quasi tutti extracomunitari, per nulla intenzione a perdere il posto di lavoro e quindi il permesso di soggiorno, che hanno una posizione più cauta rispetto a quella degli altri lavoratori. Contrasti interni anche a Bologna, nonostante si registri soddisfazione per l'accordo per la cassa integrazione a rotazione, e nelle varie città di Roma, Brescia, Firenze, Padova, Torino.

Spedizione a singhiozzo di pacchi e lettere

La situazione sul terreno delle spedizioni continua invece a rimanere critica, soprattutto a Milano, dove il sindacato di base Cobas continua a non mollare di un centimetro. La filiale di Carpiano è chiusa e le relative spedizioni sono gestite da quella di Buccinasco. Le richieste di ritiro in fermo deposito presso la filiale devono perciò essere preventivamente concordate con l'assistenza clienti. Non sono previste limitazioni per le spedizioni in partenza dalla Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia e destinate in una di queste regioni e né restrizioni nel servizio internazionale. La stessa Sda riferisce anche oggi che per via dello sciopero, il servizio può subire rallentamenti rispetto agli standard previsti. Nel caso di spedizioni composte da più colli, sono previsti il limite di peso massimo di 30 chili e la dimensione massima di 150 cm. In ogni caso, i colli devono avere forme regolari e non sono ammesse spedizioni contenenti liquidi, piante, espositori, tubi e pneumatici.





di Luigi Mannini pubblicato il


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