Agenzia delle Entrate-Riscossione: il controllo perchè scatta, su cosa e quando. Capire se si è mirino.

Non solo la dichiarazione dei redditi: sotto la lente di ingrandimento dell'Agenzia delle entrate ci sono anche i conti correnti e le spese sospette in contanti.

Sono domande piuttosto frequenti quelle a cui abbiamo cercato di rispndere ovvero quando si è nle mirino delle Agenzia delle Etrate perchè, isu che cosa e in quale modo e da quando.

C'è una tendenza da registrare ed è quella del progressivo aumento dei controlli da parte dell'Agenzia delle entrate. Se in origine l'attenzione si concentrava soprattutto sulla fedeltà delle dichiarazione dei redditi tra 730 e Unico (adesso Redditi), adesso il raggio d'azione è ben più ampio e coinvolge ad esempio anche i conti correnti e gli stessi contanti. L'obiettivo è sempre il solito: individuare e punire le irregolarità come indicazioni false per accedere ad agevolazioni e detrazioni, ma anche mancate dichiarazioni per evadere le imposte. Naturalmente ci sono errori ed errori. Occorre cioè distinguere tra quelli dolosi per cercare di frodare il fisco e quelli involontari con l'indicazione, ad esempio, dell'anno di nascita con l'anno corrente. In ogni caso, l'occhio dell'Agenzia delle entrate è sempre ben puntato.

Agenzia Entrate: scattano i controlli

Per verificare il comportamento fiscale dei contribuenti, l'Agenzia delle entrate ha a disposizione diversi strumenti di controllo:

  1. controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali
  2. l'attività di tutoraggio nei confronti delle imprese più grandi
  3. le attività istruttorie esterne
  4. le indagini finanziarie
  5. gli inviti al contraddittorio
  6. i questionari

Il controllo sulle dichiarazioni è di due tipi:

  1. automatico a tutte le dichiarazioni presentate
  2. formale alle dichiarazioni selezionate a livello centrale in base a criteri fondati sull'analisi del rischio

Una procedura molto simile viene eseguita sui versamenti delle imposte effettuate direttamente dal contribuente ovvero senza la necessità di compilare una dichiarazione. I casi più comuni sono

  1. imposta di bollo
  2. imposta di registro
  3. tasse automobilistiche


Non solo, ma prima della presentazione della dichiarazione annuale, se l'Agenzia delle entrate crede che ci sia il rischio per la riscossione, può controllare l'effettuazione dei pagamenti dei tributi dovuti a saldo e in acconto, e iscrivere a ruolo a titolo definitivo le imposte non versate con le relative sanzioni e gli interessi. Particolare attenzione va poi posta alle tempistiche. I termini di notifica delle cartelle di pagamento variano da caso a caso. Più precisamente:

  1. cartella di pagamento relativa alle somme dovute a seguito dei controlli automatici delle dichiarazioni: 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (o a quello di scadenza del versamento dell'unica o ultima rata, se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione è presentata)
  2. cartella di pagamento relativa alle somme che risultano dovute a seguito del controllo formale delle dichiarazioni: 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
  3. cartella di pagamento relativa alle somme dovute in base agli accertamenti degli uffici: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo
  4. cartella di pagamento per atti di recupero emessi a seguito dell'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'atto è divenuto definitivo

Stretta su conti correnti e contanti

Sotto i riflettori ci sono anche i conti correnti nel contesto del redditometro. Il ragionamento è semplice: se le spese sono maggiori del 20% del reddito dichiarato, potrebbero scattare controlli e accertamenti. Sono incluse le spese per

  1. assicurazioni e contributi previdenziali (obbligatori, volontari e complementari)
  2. cura della persona (abbonamenti pay TV, giochi online, cavalli, alberghi, viaggi organizzati e centri benessere)
  3. mezzi di trasporto (minicar, natanti e imbarcazioni, mezzi in leasing o noleggio)
  4. istruzione (anche scuole di specializzazione, master, tutoraggio, corsi di preparazione agli esami e canoni di locazione per studenti universitari)
  5. attività sportive e ricreative
  6. abitazione (mutui, ristrutturazioni, collaboratori domestici, elettrodomestici, telefonia fissa e mobile)
  7. investimenti immobiliari e mobiliari netti (fondi d'investimento, certificati di deposito, valuta estera, oro, numismatica)
  8. altre spese significative (donazioni in denaro a favore di onlus e simili, veterinarie)

Il tutto ricordando come per l'uso del contante deve essere sempre al di sotto di 3.000 euro per non far muovere le Entrate. L'onere di dimostrare la liceità del comportamento spetta al contribuente.





di Luigi Mannini pubblicato il


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