Amazon: medicine e farmaci online pronta a vendere. E ulteriori racconti su condizioni lavoro

Lo spirito innovativo che ha caratterizzato Amazon fin dai suoi albori, si manifesta anche nella probabile decisione di entrare anche nel mercato delle medicine online. Ma i lavoratori sono stanchi

Amazon continua a procedere nella sua espansioni in tutti gli aspetti e ora appare pronta a iniziare vendere medicine e farmaci online. Ma nel frattempo arrivano ulteriori racconti sulle condizioni di lavoro

Non esiste rosa senza spina. Ma nemmeno spina senza rosa. Amazon, il colosso mondiale dell’e-commerce può essere considerato sia rosa che spina. Rosa perché, indubbiamente, ha rivoluzionato per sempre lo shopping a livello mondiale. I più assidui acquirenti di Amazon, che vengono anche premiati ricevendo i propri acquisti in un tempo ancora più ristretto, non potrebbero farne più a meno. Serve un divano? Nessun problema, c’è Amazon. Serve un paio di scarpe? Amazon. Insomma a tutti i desideri la risposta è sempre Amazon. E il bello è che funziona vista l’esponenziale crescita dell’azienda che oggi arriva a fatturare una cifra monstre di circa trecento miliardi di dollari.

La maggior parte delle persone non saprebbe nemmeno come contarli. E, nello spirito innovativo che ha caratterizzato Amazon fin dai suoi albori ecco che si ventila già la notizia che sia pronta anche a vendere farmaci e medicine online. Il trionfo dell’e-commerce. Il trionfo del trasporto merci a domicilio. Il trionfo dell’efficienza a livello globale. Ma se, come abbiamo detto la rosa ha sempre una spina, anche la medaglia ha una faccia che non luccica. Così nello stesso tempo ecco che si affacciano le prime rivendicazione da parte di chi in questo ingranaggio che deve girare alla perfezione non riesce più a starci come si deve. La storia delle condizioni di lavoro, non molto affrontata, racconta purtroppo anche un’altra verità.

Amazon pronta a vendere farmaci e medicine online

Amazon pronta a vendere farmaci e medicine online? A quanto pare la risposta è affermativa. E non potrebbe essere altrimenti per un’azienda che ha fatto dell’innovazione e dell’efficienza il suo credo fin dal giorno in cui si è affacciata timidamente sul mercato. Sembrava l’ennesima sigla da imparare a seguito dell’ormai celeberrimo ‘www’. Invece è piombata sulle abitudine di milioni di acquirenti che ormai ha dimenticato cosa sia un negozio reale perché si rifornisce totalmente dal colosso americano degli acquisti online.

Ovviamente un’azienda del genere non può farsi sfuggire il grande affare che sta passando proprio davanti al naso e che potrebbe portare nuova linfa a un bilancio già esorbitante. In questa ottica rientra la possibilità che Amazon decida di entrare direttamente nel mercato dei farmaci e delle medicine online. Ovviamente la prudenza non è mai troppa e lo stuolo di consulenti assoldato per valutare l’opportunità di questa decisione deve ancora emanare il proprio oracolo. Ma la possibilità è reale e molto, molto più concreta di quello che si possa immaginare. Il tempo anche in questa circostanza sarà galantuomo e ci dirà, entro lo spazio angusto di qualche settimana, se anche questo step sarà raggiunto oppure no da Amazon.

La storia delle condizioni di lavoro in Amazon


Ma come si diceva non è tutto oro quello che luccica e le condizioni dei lavoratori Amazon, come tutte quelle delle più grandi multinazionali, spesso non sono conosciute e nemmeno possono essere paragonate alle trionfali notizie che riguardano i successi del colosso delle vendite online. La storia delle condizioni di lavoro in Amazon parla anche di lavoratori stremati da ritmi di lavoro massacranti, con stipendi che non rispecchiano materialmente la mole di lavoro svolta durante una giornata.

E come se non bastasse bisogna anche considerare le difficoltà di consegnare in orari di punta nelle metropoli più affollate e caotiche del mondo. Un bel grattacapo quando sai di lavorare per un’azienda che ha fatto della velocità e della precisione delle consegne la propria mission. Ma è anche sulle spalle di questi dipendenti che è stato costruito il successo di Amazon. Che è intervenuta subito a spiegare che, comunque, questi lavoratori dipendono da aziende esternalizzate.





di Luigi Mannini pubblicato il


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