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Si va verso la paralisi sulle novità per le pensioni anche per via dell'incapacità delle parti di trovare un accordo mentre nelle ultime notizie pensioni slitta la trattazione dell'età della pensione.

C'è poi un'ipotesi sulle novità per le pensioni che sta prendendo quota in vista della giornata di oggi martedì 10 ottobre 2017 e che in realtà cela lo scontro in atto tra l'esecutivo e una parte della maggioranza che lo sostiene. Si tratta del momento in cui, eventualmente, intervenire per bloccare l'aumento dell'età pensionabile per via della crescita progressiva delle speranze di vita. Un provvedimento di questo tipo avrebbe carattere temporaneo, ma secondo il Tesoro sarebbe opportuno non intervenire subito ovvero con la manovra di fine anno. Meglio, se necessario, mettere mano solo nel 2018, dopo le elezioni. La materia è troppo delicata e qualunque modifica potrebbe avere l'effetto opposto ovvero scontentare un'ampia platea di potenziale destinatari con l'effetto di perdere consensi alle urne.

Occorre fare presente come adesso o tra qualche mese, cambia poco poiché lo scatto è atteso solo nel 2019. Ricordando come il costo all'anno dell'eventuale rinvio dell'età pensionabile ammonterebbe a 1,2 miliardi di euro, sono tre gli aspetti di cui tenere conto che sintetizzano la questione:

  1. l'età pensionabile è al momento di 66 anni e 7 mesi per gli uomini e di 65 anni e 7 mesi per le donne. La legge stabilisce che ogni tre anni il requisito va adeguata alla speranza di vita dopo il 65 anni, il tempo che in media resta da vivere superata quella soglia;
  2. il prossime adeguamento alla speranza di vita è previsto per gennaio 2019, a 67 anni per uomini e donne. Ma la decisione deve essere formalizzata entro questo novembre con un decreto direttoriale ovvero un atto ministeriale che non passa in parlamento;
  3. le forze sociali, ma anche diversi schieramenti in parlamento, hanno chiesto di non alzare l'età pensionabile a 64 anni a iniziare dal 2019. Ma nella maggioranza c'è chi si oppone a questa richiesta, sostenendo che metterebbe a rischio i conti. Per questo c'è la tentazione di rinviare la scelta a dopo le elezioni.

Scontro in atto sulla principale delle novità per le pensioni

La tesi che sta prevalendo secondo quanto raccolto, è proprio quello del rinvio. Il medesimo attivismo sulla stessa materia si registra anche in sede di commissione Lavoro della Camera. Nel giorni scorsi sono infatti state discusse alcune risoluzioni sull'aumento delle aspettative di vita in relazione al momento della pensione. Ed esattamente quelle relative a:

  1. attività considerate usuranti al fine del riconoscimento di benefici previdenziali;
  2. iniziative per rivedere la normativa che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile in relazione all'incremento dell'aspettativa di vita e ampliamento delle
  3. revisione della normativa che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile in relazione all'incremento dell'aspettativa di vita;
  4. revisione del sistema di adeguamento dei requisiti per l'accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita;
  5. iniziative in materia di adeguamento dei requisiti pensionistici in relazione all'incremento dell'aspettativa di vita;
  6. iniziative per tenere conto delle differenti aspettative di vita e per inserire tra le categorie di lavoratori impegnati in attività usuranti anche gli operatori socio-sanitari;
  7. rinvio dell'adozione del provvedimento di adeguamento dei requisiti per l'accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita.

Linea morbida o dura delle forze sociali sulle novità per le pensioni?

A suggello di una legislatura in cui le forze sociali hanno rivestito un ruolo da comprimario, succede adesso che in vista delle prossime novità per le pensioni e dell'atteggiamento da mantenere nei confronti di un esecutivo che non brilla per iniziative, si registra l'ennesima divisione. Una parte dei sindacati invoca per sabato 14 ottobre 2017 uno sciopero generale di lavoratori e pensionati. Un'altra parte è invece per la linea morbida ovvero chiede che non si vada oltre ai presidi annunciati dinanzi alle sedi delle prefetture. Si tratta di una mancanza di unità di intenti che fa e ha fatto poco bene alla lotta generale per chiedere novità per le pensioni più concrete.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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