Lacrime possono produrre elettricità: gli effetti della sorprendente scoperta

Tra gli aspetti positivi anche la possibilità di controllare il rilascio dei farmaci nel corpo o realizzare dei rivestimenti da applicare sulla protesi e che possano impedire l’insorgenza di infezioni

Quante volte nella vita vi sarà capitato, a proposito di persone a voi care che, magari, si trovano ad affrontare un momento difficile della propria esistenza e non riescono a non piangere di utilizzare questa espressione per provare a consolarle: “Dai non piangere”. Pensavate insomma di fare del bene a quella persona. Anche perché non potevate nemmeno immaginare lontanamente quello che una recente scoperta made in Irlanda, ha evidenziato sull’argomento lacrime.

E invece avete sprecato, in maniera direttamente proporzionale, la possibilità di arricchirvi. Vabbè, forse questa è una parola troppo grossa ma il fatto che le lacrime possono produrre energia elettrica, forse tra qualche anno o, chissà non poi così presto, può essere una scoperta davvero rivoluzionaria per la società, per l’economia, per l’ambiente e per la salute visti gli sviluppi più probabili.

Già molti immaginano i nuovi schiavi del futuro che non saranno altro che schiere di depressi fatti lacrimare incessantemente per sfogare tutta la loro frustrazione e contemporaneamente produrre elettricità totalmente pulita e, a questo punto, a bassissimo costo. Certo questa è una prospettiva favolistica e totalmente inventata. Ma gli scienziati e anche lo stesso pool di ricercatori si staranno iniziando a chiedere quali potrebbero essere gli effetti e le conseguenze tangibili di questa scoperta.

Produrre elettricità con le lacrime

La ricerca messa a punto da un pool di ricercatori irlandesi dell’Università di Limerick avrà certamente sviluppi che forse oggi, non possiamo ancora comprendere. Certo sapere di potere produrre elettricità con le lacrime è una scoperta sorprendente che al tempo stesso apre orizzonti sconfinati e anche inesplorati e quindi misteriosi. Questo è possibile grazie all’azione di una particolare proteina presente nelle lacrime umane, ma non solo, e che è la responsabile della produzione di elettricità.

Questo avviene grazie a un processo che prevede la trasformazione dallo stato liquido a quello solido assumendo le fattezze di un cristallo. Lo stesso cristallo, converte l’elettricità meccanica trasformandola in energia elettrica attraverso un processo utilizzato anche con il quarzo. Per compiere questa operazione c’è bisogno di sottoporre la lacrima a una pressione ben precisa.


Come si diceva questa proteina non si trova solo nelle lacrime, ma anche in altri elementi come saliva, latte e uova. E questo amplifica ancora di più la grande importanza di questa scoperta visto che la disponibilità e la relativa facilità delle operazioni necessarie a sfruttare al meglio questa proteina, potrebbe consentire di controllare il rilascio dei farmaci nel corpo o realizzare dei rivestimenti da applicare sulla protesi e che possano impedire l’insorgenza di infezioni.

Lacrime ed elettricità effetti della sorprendente scoperta

E sono proprio questi gli aspetti più significativi legati al rapporto che esiste tra lacrime ed elettricità. Un binomio che potrebbe risultare fondamentale per l’uomo se riuscirà a trovare il bandolo della matassa riuscendo a canalizzare l’interessante, ma anche sorprendente.

Di sicuro si può già dire che questa scoperta è un enorme passo in avanti per quanto riguarda la piezoelettricità in biologia. Una scoperta che potrebbe riservare nuove ed interessanti prospettive legate all’aspetto medico sanitario visto quello che già oggi è possibile individuare il raggio di azione di questa scoperta che potrebbe fornire un grosso contributo anche per evitare infezioni a chi è costretto ad avvalersi di una protesi.





di Luigi Mannini pubblicato il


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