Bce, richiesta alzare coperture crediti deteriorati. Npl, i rischi rimangono molto alti banche italiane

Nuove procedure della vigilanza bancaria europea. Per gli istituti di credito italiano non mancano i rischi derivanti dall'applicazione delle regole di Francoforte.

Cambiano le regole sulla gestione degli Npl ovvero dei cosiddetti crediti deteriorati che le banche italiane ed europee portano con sé e rappresentano uno dei motivi principali del rischio fallimento. Nella giornata di oggi è attesa la pubblicazione delle linee guida della Banca centrale europea per la gestione delle sofferenze e le novità sono tante. La stella polare seguita è quella della stretta sulle garanzie ovvero l'azzeramento del valore dopo sette anni. Più esattamente, Francoforte prevede un incremento al 100 per cento delle coperture sui crediti deteriorati dopo due anni di vintage (la finestra di tempo da quando viene classificato tra i deteriorati) se i crediti sono non garantiti e dopo sette anni in caso contrario.

Cosa succede alle banche italiane con le nuove regole

L'obiettivo dell'organismo di supervisione bancaria della Banca centrale europea è la riduzione dello stock di sofferenze negli istituti di credito dell'area euro. Tradotto in termini pratici, i vari istituti di crediti avranno meno margini di manovra in cui muoversi nella gestione dei crediti deteriorati degli Npl (Non-performing loans). Quello della Banca centrale europea è naturalmente un percorso studiato con attenzione ovvero l'impatto sulla salute degli istituti di credito italiani ed europei è stato ben calcolato. Stando alle previsioni di analisti ed esperti, non sono da mettere in conto impatti sul patrimonio di vigilanza. Tuttavia è prevista un'accelerazione dell'ondata di cessioni delle sofferenze. Fino a che punto sarà pronunciata resta da vedere.

Il rischio è che un'accelerazione troppo netta della riduzione degli Npl possa creare problemi ai bilanci bancari, costringendogli istituti di credito a cessioni a prezzi molto bassi. E il sistema bancario italiano deve procedere con molta cautela. Il nostro è infatti uno dei Paesi dove le sofferenze sono più alte. I dati aggiornati circolati in questi giorni e provenienti da più fonti hanno rivelato che lo stock è sì in diminuzione, ma il livello di guardia è comunque molto altro. E po, la riduzione è stato il frutto sia di operazioni di cessione, la più importante delle quali realizzata da Unicredit, e sia come conseguenza del miglioramento della congiuntura economica. Ma non è comunque sufficiente per poter considerare le banche italiane fuori da ogni rischio.

Per quanto riguarda i tempi di applicazione delle nuove regole, già condivisi con diverse banche vigilate nel corso delle ultime settimane, le svalutazioni diventeranno automatiche dal primo gennaio 2018. Saranno coinvolti tutti gli istituti di crediti vigilati diretti.

Diversi modi di gestire le sofferenze bancarie Npl

Se in Italia il governo è intervenuto in singoli istituti, in Spagna è stata creata una bad bank con il sostegno di fondi pubblici. Il caso più particolare nella gestione degli Npl è però quello del Portogallo. Le tre banche più grandi - Millenium Bcp, Caixa Geral de Depositos e Novo Banco - ovvero quelle in cui le sofferenze sono più alte come percentuale del portafoglio crediti, hanno creato una piattaforma comune per gestire il problema degli Npl ovvero ridurne l'esposizione. Non sono previsti interventi pubblici e né garanzie: l'intera operazione sarà gestita dalle stesse banche.


Dalle nostre parti, Bankitalia ha chiesto agli istituti medio-piccoli nelle nuove linee guida target di smaltimento a 1 e 3-5 anni. Gli obiettivi dovranno essere indicati al lordo e al netto delle rettifiche sia in termini assoluti sia percentuali sul totale dei crediti aperti.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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