Bici elettriche economiche: cosa c'è dietro? La richiesta di dazi alla Cina

Il mercato delle biciclette a pedalata assistita è in forte crescita e in Europa si consumo un duro scontro con i produttori cinesi mentre arriva la bici a idrogeno.

La Cina è vicina. A volte più di quanto si pensi. Così anche il mercato, in forte espansione, delle biciclette a pedalata assistita, si sta confrontando con i prezzi stracciati del Made in China. Lo scontro con l'Europa è quindi inevitabile proprio quando sul mercato sta arrivando anche un'altra grande novità per quel che riguarda le due ruote.

Da tutta Europa i produttori di biciclette a pedalata assistita, più comunemente chiamate bici elettriche, chiedo a Bruxelles di intervenire con dei dazi sulla concorrenza aggressiva e a loro parere sleale. Si tratta infatti, affermano, di un caso che sta uccidendo decine di aziende europee, proprio perchè i cinesi oltre ad avere una manodopera meno costosa riescono veramente a vendere le bici a meno del prezzo di costo dei materiali. Come è possibile? Vediamolo nell'articolo

La denuncia è stata ufficialmente presentata: stop alle biciclette cinesi elettriche, quelle a pedalata assistita. Falsano il mercato e aggirano, secondo l'accusa, le norme sulla concorrenza. Per l'associazione europea dei produttori di biciclette, un intervento d Bruxelles non è più rinviabile. Quello intorno alle bici cinesi è un vero e proprio scontro tra le parti, proprio mentre le biciclette a idrogeno sono sul punto di far il loro ingresso ufficiale sul mercato. Da una parte troviamo allora le bici elettriche di produzione cinese, che si stanno ritagliando una fetta crescente di guadagni. Dall'altra ci sono le aziende continentali che chiedono imposte più elevate, contestando le agevolazioni di cui godono le società cinesi ovvero i sussidi governativi di Pechino che consentono di tenere bassi i prezzi di vendita.

Bici cinesi sottocosto: è scontro

Sono proprio i numeri a rivelare come questo delle biciclette elettriche sia un vero e proprio business in crescita. Nel solo scorso anno, i dati di vendita delle bici a pedalata assistita hanno fatto registrare in Europa un aumento a doppia cifra: +13 per cento, a dimostrazione dell'interesse tra i cittadini in cerca di forme alternative di mobilità sostenibile. Non solo, ma in Paesi come l'Olanda e il Belgio, culla degli spostamenti su due ruote, la vendita di bici a pedalata assistita ha superato quella delle biciclette tradizionali. E in Italia? Sempre in riferimento allo scorso anno, sono state acquistate 124.000 bici elettriche ovvero +120 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti.

Il mercato delle biciclette a pedalata assistita è in forte crescita in Europa ma, denunciano i produttori europei, rischia di essere soffocato dal dumping della Cina che riempiendo di sussidi i suoi produttori tenta di invadere i mercati occidentali vendendo gli esemplari sottocosto. Un po' come poteva succedere con le bici tradizionali, prima dell'introduzione, circa un quarto di secolo fa, di misure antidumping da parte dell'Unione europea. A detta dell'associazione europea dei produttori di biciclette c'è un problema di qualità che si riflette nel basso costo. C'è una maggiore attenzione alla quantità e ai grandi numeri in riferimento a un prodotto che avrebbe invece bisogno di maggiore accortezza.

La novità della bici a idrogeno


E a proposito di spostamenti alternativi, ecco bicicletta a pedalata assistita alimentata da celle a idrogeno. A mettere la firma su questa speciale variante della classica due ruote sono stati i francesi di Pragma Industries. Stando a quanto dichiarato Alpha, realizzata con materiali riciclabili, è in grado di percorrere 100 chilometri con un pieno e soprattutto con una ricarica di due minuti anziché le circa 2-3 ore per le biciclette elettriche. A ringraziare è l'ambiente poiché il livello di emissioni di anidride carbonica è pari a zero sia nella fase di produzione del combustibile sia durante l'utilizzo della bici. Le emissioni sono infatti di vapore acqueo e le cartucce di ricarica a idrogeno vengono semplicemente sostituite.

Le batterie a idrogeno nel telaio, con tanto di indicatore mostra l'autonomia residua, sono del modello PEM (Proton Exchange Membrane) e sono le stesse utilizzate da Toyota e altri produttori giapponesi di auto con propulsione a idrogeno. Il motore elettrico Brose 36V permette di raggiungere una velocità massima di 25 km orari. Due i punti a sfavore: il costo non proprio per tutte le tasche poiché dovrebbe aggirarsi nella forchetta di prezzo tra 2.000 e 2.500 euro. La rete di distribuzione è in via di formazione.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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