Veneto Banca, Popolare di Vicenza: seri rischi da crediti deteriorati, per tutte le banche inaffidabili Npl

La strada dell'accorpamento e delle acquisizioni è quella scelta per salvare le banche venete e altre banche italiane considerate a rischio fallimento.

Le banche venete si stanno riorganizzando con un taglio di dipendenti e delle filiali a seguito degli elevati rischi e costi degli Npl (crediti deteriorati) che hanno in pancia. Un rischio presente in molti istituiti italiani che per anni sono andati avanti incuranti del pericolo che stavano alimentando.

Proprio queste sono le ore calde per il presente e il futuro di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Se da una parte c'è la volontà di tutelare risparmiatori e correntisti, dall'altra c'è il livello occupazionale a rischio. Ma è l'intero sistema bancario italiano che non è ancora riuscito a levarsi di dosso gli Npl, i cosiddetti crediti deteriorati. Dalle tensioni nel credito cooperativo al piano di integrazione Intesa SanPaolo delle ex popolari venete, il livello di tensione continua a rimanere alta. La strategia individuata è adesso quella dell'accorpamento di Veneto Banca e Popolare di Vicenza all'interno di Intesa SanPaolo, con tanto di passaggio di lavoratori e dipendenti. Molte filiali hanno già cambiato le insegne per adottare quelle nuove. Ma attenzione anche agli istituti di credito cooperativo, impegnati in un profondo processo di riforma che porterà alla nascita di tre holding.

Situazione ancora critica per i crediti deteriorati

Sono già tanti i progetti di ridimensionamento aperti e altri ne potrebbero arrivare se il settore del credito non riuscirà a trovare un'adeguata redditività. I crediti deteriorati sono ancora un problema e complici i tassi ai minimi storici che erodono i margini e la crescita del canale de web, occorre un deciso colpo di spugna. A livello europeo è stata di recente l'agenzia di valutazione Fitch a lanciare l'allarme sulla situazione di Monte dei paschi di Siena in Italia e Banco Popular in Spagna. Subito prima di lei è stata la volta di Moody's a denunciare la presenza di di 549 miliardi di titoli tossici in pancia a Ubs (Svizzera), Deutsche Bank (Germania), Barclays (Regno Unito), Royal Bank of Scotland (Regno Unito), Credit Suisse (Svizzera).

Così altre banche evitano il fallimento

Non ci sono solamente le banche venete sotto le luce dei riflettori perché la cronaca finanzaria ricorda come sano anche altre le situazioni da tenere sotto controllo. Credit Agricole Cariparma, ad esempio, ha firmato l'accordo per acquistare dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, pagandole 130 milioni di euro e scongiurandone il fallimento. Un ruolo decisivo nell'operazione è stato giocato da Atlante 2, che gestirà la dismissione dei circa 3 miliardi lordi di crediti deteriorati delle tre banche. A differenza dei salvataggi di Monte dei paschi di Siena, degli istituti veneti e delle good bank, questa operazione avviene interamente fra soggetti privati. Le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato entreranno a far parte del gruppo francese entro la fine dell'anno, quando l'operazione avrà ottenuto i via libera delle autorità di vigilanza e della Commissione europea.

Credit Agricole ha garantito che verranno tutelati i depositanti, che verrà salvaguardata l'occupazione e che saranno valorizzate le banche. In cambio, il gruppo francese potrà contare su un incremento delle quote di mercato in territori ad alto potenziale e limitrofi a quelli di radicamento storico di Credit Agricole Cariparma: la Romagna e la Toscana, con oltre 400.000 nuovi clienti. Il Fondo interbancario per la tutela dei depositi, che già controlla la cassa di Cesena, parteciperà agli aumenti di capitale degli istituti di Rimini e San Miniato per garantire un Cet 1 Ratio delle due banche pari al 10,7% per cento. La dismissione degli Npl sarà gestita da Atlante 2 attraverso una cartolarizzazione. La cessione avverrà a un valore molto superiore a quello a cui sono state vendute le sofferenze di Monte dei paschi di Siena. Differenza legata alla diversa qualità dei crediti deteriorati.





di Luigi Mannini pubblicato il


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