Slovenia: per la prima volta assume presidenza dell'Unione Europea.I temi centrali dei prossimi mesi

La Slovenia il primo paese tra i nuovi entrati dell'Europa dell'Est è oggi, 1 Gennaio 2008, la nazione di turno alla presidenza dell'Unione Europea.

La Slovenia il primo paese tra i nuovi entrati dell'Europa dell'Est è oggi, 1 Gennaio 2008, la nazione di turno alla presidenza dell'Unione Europea.

Il piccolo stato della ex Jugoslavia dovrà affrontare subito la questione spinosa del Kosovo e più in generale della stabilità dei Balcani occidentali, regione verso la quale si propone un ruolo ponte con l'Europa. "Questa sarà la priorità più importante della nostra presidenza - ha detto il ministro degli esteri sloveno Dimitrij Rupel. La gestione della parte più complessa del processo in atto è in mano alla Slovenia e speriamo si possa concludere sotto la nostra presidenza".

Sul Kosovo, Lubiana è convinta - come ha detto Rupel - che ''è impossibile mantenere lo status quo'', in linea con l'idea sostenuta da molti altri stati membri di una ''indipendenza controllata''. L'auspicio, ha spiegato Rupel a Bruxelles, è ''trovare una soluzione per la questione entro la fine della presidenza'', dunque trovando ''l'unità dell'Ue'' entro giugno.

Altro nodo da affrontare e risolvere sarà quello della missione civile Ue. Al vertice a Bruxelles del 14 dicembre i capi di Stato e di governo dei Ventisette trovarono un'intesa politica per l'invio di 1.800 tra poliziotti, magistrati e funzionari di amministrazione. Restano però molti punti interrogativi, a cominciare dalla base legale per effettuarla. La Slovenia e la maggior parte dei Ventisette, Italia inclusa, sostiene che l'attuale risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu 1244, varata nel 1999 all'indomani dell'intervento della Nato, sarebbe una base sufficiente.''Se la Nato la ritiene sufficiente per prolungare la missione Kfor - ha detto asciutto Rupel - a maggior ragione deve bastare per la missione Ue''. Non sono della stessa opinione, però, Russia e Serbia, la quale ha fatto sapere che la missione ''non sarà benvenuta'', soprattutto se sarà varata a dipendenza dichiarata.

Intanto la Slovenia intende dare il proprio contributo anche per accelerare la prospettiva europea per la Serbia, come ha ribadito a chiare lettere a Bruxelles il ministro Rupel. ''Auspico - ha affermato - al più presto la sigla dell'Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa)'', primo passo verso l'integrazione europea. Lubiana è convinta che per l'accordo non sia necessario la consegna dei due principali ricercati per crimini di guerra, l'ex generale serbo bosniaco Ratko Mladic e l'ex presidente serbo bosniaco Radovan Karadzic. Rupel ha fatto il parallelo con la Croazia, ricordando che fu possibile la sigla dell'accordo Asa con Zagabria sebbene il principale ricercato per crimini di guerra Ante Gotovina non fosse stato ancora consegnato. ''Non si possono usare due pesi e due misure'' ha sottolineato il capo della diplomazia slovena. Altro è il caso della concessione dello status di candidato, quello, ha proseguito il ministro, ''fu possibile solo dopo la consegna di Gotovina''. Nel complesso comunque, l'auspicio di Lubiana e' di offrire a tutte le ex repubbliche jugoslave una ''chiara prospettiva europea''.


Nel corso della sua presidenza Lubiana accompagnerà anche la prima parte delle ratifiche nazionali del nuovo Trattato Ue approvato sotto presidenza portoghese. Il processo di ratifica dovrebbe concludersi entro la fine del 2008 senza grosse sorprese, considerata la decisione di Danimarca e Gran Bretagna di non tenere il referendum, ma Lubiana intende vigilare per non compromettere l'avvio delle riforme istituzionali in tempo utile per le elezioni di rinnovo del parlamento europeo del 2009.

La Slovenia ha pure un altro difficile compito, quello con la Croazia che ha istituito a partire da domani una riserva marina in Adriatico, un'area di riserva marina e protezione ecologica, che vede la ferma opposizione di Bruxelles, nonché di Italia e Slovenia a causa delle penalizzazioni che essa comporterebbe per le attività dei pescatori. Dopo i ripetuti avvertimenti lanciati nelle scorse settimane Bruxelles ha nuovamente lanciato un appello al governo croato affinché rispetti l'accordo recentemente raggiunto con l'Ue con il quale si sanciva che "alcuna disposizione prevista nell'ambito dell'istituzione dell'area protetta sarà applicata a Stati membri dell'Ue fino a quando non sarà trovata un'intesa comune".








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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