Pensioni novità riduzione regola del 2,8 o eliminazione per uscire prima tutti. Come funziona

Andare in pensione prima con revisione dell’attuale regole dell’assegno assegno pari a 2,8 volte il trattamento minimo: ultime notizie dalle riunioni

La modifica della regola del 2,8 per le novità per le pensioni è molto interessante in quanto interesse davvero tutti senza differenze e distinzioni e permetterebbe davvero di uscire prima. Su questa regola si sono soffermati tra l'altro anche le riunioni appena fatte.

Soi soni tenute una serie di riunioni tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali sulle novità per le pensioni da portare avanti e sul tavolo, stando a quanto riportano le ultime notizie, innanzitutto ci sono state le annunciate novità per le pensioni per i ragazzi con l’annuncio dell’erogazione di una pensione che potrebbe avere un valore compreso tra i 600 e i 680 euro ai ragazzi che in pensione andranno forse a 70 anni e con calcolo della propria pensione interamente con sistema contributivo e che oggi sono impiegati in carriere precarie e discontinue, impossibilitati, dunque, a versare contributi previdenziali in maniera costante e continua tali da poterne accumulare per una pensione dignitosa in futuro.

Eliminazione della regole 2,8: cos’è e novità

Nel corso della riunione di ieri, secondo le ultime notizie, le discussioni sulle novità per le pensioni per i ragazzi hanno puntato l’attenzione anche sull’eliminazione della regola del 2,8 introdotta dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche, regola che il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha definito ‘assurda’ e che prevede che solo chi percepisce un assegno pari a 2,8 volte il trattamento minimo può andare in pensione a 63 anni; al contrario, chi percepisce una pensione più bassa dovrebbe aspettare per la pensione finale i 70 anni. Stando alle ultime notizie che circolano, per il ministro del Lavoro, si può pensare ad una riduzione dell'importo soglia per ottenere la pensione all'età di 66 anni e 7 mesi a 1,2 volte il valore dell'assegno sociale. E si tratterebbe di una necessità che le stesse forze sociali hanno ribadito.

Secondo quanto spiegato, infatti, occorre cancellare il vincolo di pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contribuzione al raggiungimento dell’importo minimo della pensione pari a 2,8 volte il valore del l'assegno sociale, circa 1.250 euro al mese per permettere ad un maggior numero di lavoratori di poter lasciare anzitempo la propria occupazione. La riduzione del requisito per l'accesso alla pensione di vecchiaia significherebbe che un lavoratore che calcola la propria pensione interamente con sistema contributivo per andare in pensione a 66 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi Inps dovrebbe percepire un assegno minimo di 537 euro al mese invece di 672 euro come previsto dal sistema attuale, permettendo, dunque, ad una percentuale maggiore di lavoratori di andare in pensione prima senza dover necessariamente attendere il raggiungimento del requisito anagrafico di 70 anni e 7 mesi.

Per ulteriori dettagli e decisioni, però, bisognerà attendere probabilmente l’esito delle prossime riunioni, sempre tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali, in programma nei prossimi giorni ma nel corso delle quali dovrebbero essere affrontati anche altri temi, sempre comunque inerenti le novità per le pensioni.

Posizione delle forze sociali su novità per le pensioni discusse


Nonostante le aperture dell’esecutivo ad una maggiore flessibilità di uscita per coloro che sono interamente inseriti nel sistema contributivo di calcolo della propria pensione finale, le ultime notizie parlano di grande insoddisfazione da parte delle forze sociali per l’andamento della riunione di ieri con l’esecutivo. Stando alle ultime notizie, infatti, le forze sociali sarebbero state del tutto soddisfatte se si fosse decisa una integrazione delle pensioni al minimo per tutti, invece dalla riunione di ieri è emersa solo la disponibilità di sostegno solo per coloro che riusciranno ad ottenere un importo tra 1,2 e 1,5 volte l’assegno sociale, mentre per coloro che non raggiungeranno tale soglia non sarà previsto nulla di nuovo. In ogni caso, si tratterebbe di una novità valida solo per coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995.





di Marianna Quatraro pubblicato il


Torna su