Dieta, da riconsiderare il ruolo del glutine con diversi vantaggi. Pochi hanno davvero celiachia e allergia

Continua a essere aperto il dibattito su glutine, celiachia e intolleranze alimentari. Quali sono i sintomi per cui scatta il campanello di allarme?

Il glutine continua ad essere inchiodato al banco degli imputati. In Italia sarebbero circa sei milioni quelli che seguono una dieta gluten free. Da qualche anno i ricercatori di tutto il mondo hanno notato che le manifestazioni intestinali ed extraintestinali scatenate dal glutine sono presenti anche nei soggetti non affetti né da celiachia né da allergia al grano.

Quando si parla di glutine e celiachia sarebbe più corretto non fare una netta divisione, ma partire da un presupposto: le intolleranze agli alimenti sono temporanee. Tra l'altro non sono state scientificamente provate, ma esistono. Significa che dipendono dal consumo di alimenti. Negli Stati Uniti si registra ad esempio un tasso più elevato di allergia alle arachidi, nel nord Europa al pesce. E poi dipendono dall'età, considerando che soprattutto nel primo anno i cibi che danno allergia sono le proteine del latte, le uova, il pesce e i crostacei, le arachidi e la frutta secca, la soia. Quelli che danno intolleranza sono il lattosio, il grano, le uova, i lieviti, il pomodoro, lo zucchero bianco, il caffè, il cioccolato.

Di recente una ricerca dell'Università di Newcastle ha provato a quantificare l'impatto del glutine sui problemi di salute, scoprendo che impatta su un sesto degli adulti che lamentano intolleranza alla proteina. In Italia sarebbero circa sei milioni coloro che seguono una dieta gluten free. Da qualche anno i ricercatori di tutto il mondo hanno notato che un numero sempre maggiore di soggetti presentava manifestazioni intestinali ed extraintestinali scatenate dal glutine, pur non essendo affetti né da celiachia né da allergia al grano. Gli studi finora pubblicati hanno dimostrato che la maggior parte dei pazienti affetti da sensibilità al glutine non celiaca presenta una biopsia intestinale normale, cioè non hanno né atrofia dei villi né aumento dei linfociti intraepiteliali.

Il glutine non fa sempre male: ma cos'è?

In buona sostanza il glutine è una colla utilizzata per legare gli alimenti. Si trova praticamente dappertutto. Per qualcuno sarà anche una moda ovvero un'abitudine alimentare che va al di là delle reali esigenze. Tuttavia sono molte le persone intolleranti al glutine, anche in assenza di celiachia. Quest'ultima è una condizione autoimmune in cui il glutine induce il sistema immunitario ad attaccare l'intestino e altri organi Il problema è che non è sempre facile rendersene conto ovvero individuare i sintomi. E in molti preferiscono evitare il glutine anche se potrebbero consumarlo liberamente, non sapendo che la sua assenza interferisce inoltre con importanti batteri intestinali e aumenta l'esposizione alle tossine.

In primo luogo è allora importante capire la differenza tra celiachia e intolleranza al glutine. La prima è una malattia infiammatoria dell'intestino provocata da un'intolleranza alimentare permanente al glutine. La sensibilità è più frequente nel sesso femminile e interessa nella maggior parte dei casi l'età adulta anche se è possibile il suo riscontro in età pediatrica. Coloro che rilevano problemi legati al glutine sono nella maggior parte dei casi donne e giovani. E secondo gli studiosi, alla base della tendenza a evitare alimenti con glutine, anche senza essere intolleranti, c'è la volontà di trovare facili soluzioni anziché seguire consigli di salute e alimentari. Il rischio è la carenza di vitamine e di altre sostanze.

Sintomi dell'intolleranza alimentare e sensibilità al glutine non celiaca


I sintomi sono rappresentati dal gonfiore e dal dolore addominale, dalla diarrea o da un intestino alterno con fasi anche di stipsi, e da una serie di sintomi extraintestinali che ricorrono con frequenza impressionante in questi pazienti: mente annebbiata con difficoltà di concentrazione e perdita di memoria, cefalea, eczema e rash cutanei, depressione, astenia, artromialgie, formicolii a livello delle gambe e delle braccia e talvolta anche anemia e afte del cavo orale.

La sensibilità al glutine non celiaca si associa ad altre intolleranze alimentari fra cui l'intolleranza al lattosio e al fruttosio. Sia i sintomi intestinali sia quelli extraintestinali della sensibilità al glutine non celiaca si manifestano nel giro di poche ore o al massimo qualche giorno dopo l'assunzione di cibi contenenti glutine a differenza di quanto avviene nella celiachia ove i sintomi si presentano anche dopo mesi o anni dall'ingestione del glutine.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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