Coca Cola con HIV contaminata: i dettagli della bufala virale

Per i più attenti, quelli che prima di credere a qualcosa sono abituate a fare le necessarie verifiche, la notizia che la coca cola potesse essere contaminata da Hiv è apparsa subito una bufala virale

Le fake news compiscono ancora. Ormai il fenomeno è incontrollato e la bufala della Coca Cola contaminata con Hiv ha impiegato poco tempo a diventare virale. Non esistono ancora metodi efficaci per combattere la vera e propriapiaga delle fake news che sta assumendo proporzioni davvero enormi. Verificare una notizia prima di abboccare, potrebbe essere una buona abitudine per gli utenti web.

L’ennesima fake news, che ritorna in auge ciclicamente e da anni ormai provocando ansie e paure davvero non giustificate, sta nuovamente facendo il giro del web proprio in queste ore. Si tratta della bufala della Coca Cola contaminata da HIV. Una bufala virale che si diffonde attraverso messaggi inviati sugli smartphone. Spargendosi come un virus tramite WhatsApp e Messanger, la fake news sta creando paure e allarmismo che alla fine sono totalmente infondate.

Come infondata è la notizia stessa. Il messaggio fasullo incriminato recita così: “C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. Vedi MDTV. Si prega di inviare questo messaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importante dalla polizia metropolitana a tutti i cittadini Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). È stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano”.

Coca Cola contaminata una bufala virale

Per le persone più attente, quelle cioè che prima di credere a qualcosa sono abituate a fare le necessarie verifiche, la notizia che la coca cola potesse essere contaminata da Hiv è apparsa subito una bufala virale. Troppo semplice per chi ha uno sguardo attendo sul mondo circostante leggere le contraddizioni di questo messaggio. Ma nel mondo che viaggia alla velocità della luce nel quale ormai il senso critico è merce sempre più rara, un messaggio come quello che abbiamo riportato in alto può scatenare la psicosi in pochissimi minuti.

Le contraddizioni saltano subito agli occhi. Basta non farsi prendere dall’istintiva paura che può sopraggiungere quando alla parola Coca Cola, una delle bevande preferita soprattutto dai più giovani, si legge appunto Hiv. Un virus che davvero fa paura e per combattere il quale non è stata ancora scoperta una cura totalmente efficace che ne provochi la guarigione. Esistono solo trattamenti che ne rallentano l’iter. Dicevamo delle contraddizioni: la prima. Come mai se all’inizio si chiede di diffondere la notizia il più possibile, poi c’è l’invito ad informare soltanto le persone di proprio interesse? Senza contare che nel messaggio ci sono degli errori grammaticali evidenti, come “coda nera”.


Appare evidente, insomma, come il messaggio possa essere stato tradotto alla meno peggio da qualche lingua straniera, e prendendo spunto da altre notizie simili messe in rete in passato. Basta fare una ricerca veloce, che chiunque è dotato di uno smartphone potrebbe fare se avesse voglia di verificare la veridicità di certe notizie, per scoprire che ci sono dei precedenti datati 2014 e 2015, e che una di queste bufale coinvolge la Pepsi. Se non siete ancora convinti, infine, basterebbe informarsi semplicemente dal punto di vista medico per scoprire che il virus dell’HIV non sopravvive per molto tempo al di fuori dell’organismo umano. Come potrebbe essere veicolato tramite lattine e/o bottiglie di Coca Cola.





di Luigi Mannini pubblicato il


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