Risparmio, reddito adeguato per due italiani su tre che ritornano a risparmiare. I dubbi

Aumenta la tendenza degli italiani a mettere la parte nonostante gli stipendi non aumentino. E la maggior parte considerare bastevole quanto riesce a guadagnare.

Che la crisi economica stia iniziando ad allentare la sua presa sull’Italia lo si può intuire dal fatto che, come dimostrano alcuni studi, gli italiani riescano nuovamente a risparmiare e che la maggior parte considera sufficiente il proprio stipendio.

La principale novità rispetto al recente passato è allora rappresentato dall'aumento del numero di famiglie, composte anche da una sola persona, che giudicano sufficiente il reddito percepito. Non si tratta solo dell'aumento dei guadagni, ma di una maggiore tendenza a mettere da parte. Con l'obiettivo di vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto, la buona notizia del 2017 è la contrazione della zona di confine, che fa ben sperare in una maggiore stabilità del saldo positivo per il futuro. E ammettiamolo, il riavvicinamento tra il reddito disponibile e le esigenze delle persone - così come raccontato dall'Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2017, a cura di Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo - è per certi versi sorprendente. Se la condizione reddituale mostrava qualche segnale positivo, lasciando presagire un certo miglioramento della percezione del guadagnano in relazione alle esigenze personali, una così chiara inversione di tale percezione non sembra giustificata dall'andamento della crescita nel nostro Paese.

Perché il reddito è considerato sufficiente da due terzi italiani?

La variabile chiave, al di là delle dichiarazioni sulla soddisfazione per il reddito percepito e alla capacità di risparmiare, è rappresentata dall'andamento dei consumi. Ebbene, il miglioramento registro è forse dettato più da un'aspettativa per il futuro che da un incremento del reddito delle famiglie. I ricercatori hanno infatti notato come come neanche quest'anno si sono fermati il progressivo allargarsi delle fasce reddituali più deboli e la compressione del ceto medio. Un sostegno al mantenimento e alla ripresa dei livelli di consumo può anche derivare dal credito al consumo. Il miglioramento delle aspettative per il futuro, insieme ai bassi tassi di interesse, potrebbe avere facilitato l'utilizzo di questo strumento e il soddisfacimento delle esigenze di spesa delle famiglie.

Tuttavia, volendo andare ancora più a fondo nei numeri, emerge come i finanziamenti al consumo riguardino ancora una percentuale limitata della popolazione. In ogni caso si tratta di uno strumento il cui utilizzo è in crescita e che ha avuto un ruolo non trascurabile nel sostegno della spesa delle famiglie. La sensazione degli autori dello studio è che, nella considerazione del reddito ritenuto sufficiente da due terzi degli italiani che riprendono a risparmiare, abbiano giocato un ruolo le aspettative e l'evoluzione demografica. Ci riferiamo alla normalizzazione delle condizioni lavorative, che potrebbe aver consolidato nelle famiglie le aspettative positive su una riduzione degli effetti della crisi, portando all'abbandono di atteggiamenti di prudenza. In sintesi:

  1. le famiglie in grado di risparmiare crescono dal 40 al 43,4 per cento
  2. le persone che giudicano il proprio reddito sufficiente sono aumentate dal 47,2 al 60,8 per cento

Italiani popolo di risparmiatori

Gli italiani vengono definiti un popolo di risparmiatori in quanto ogni anno cercano di mettere da parte qualcosa. Ed è forse anche per questo che il giudizio sulla sufficienza del reddito appare legato alle aspettative prima che al suo livello effettivo. In buona sostanza sono disposti a sostenere il consumo intaccando il risparmio accumulato se ci si aspetta che nell'immediato futuro si possa tornare a risparmiare. i giudizi sul risparmio non presentano differenze di rilievo per classi di età e per istruzione. E, passaggio non di secondo piano, non ci sono ragioni che facciano pensare a una tendenza di lungo periodo nella percezione del risparmio.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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