Bonus 80 euro: quali effetti ha realmente avuto

A distanza di tre anni dall'entrata in vigore degli 80 euro è arrivato il momento di provare ad analizzare quali effetti realmente ha avuto sulle tasche degli italiani e sull’economia in generale

È stato uno dei cavalli di battaglia del renzismo imperante. Il bonus da 80 euro venne salutato con un generico e unanime grido di sollievo. Evviva evviva, si disse allora. Finalmente si cambia e lo Stato aiuta davvero quelli che hanno meno risorse. Si era all’indomani delle elezioni europee del 2014. Quelle del quaranta per cento. Quello del trionfo Democratico e di Matteo Renzi in primis.

E, ovviamente, i consensi per il neo presidente del Consiglio salirono alle stelle. Decisione, velocità, rapidità. Tutto bello. Tutto buono. A distanza di circa tre anni è arrivato il momento del bilancio e provare ad analizzare quali effetti realmente hanno avuto sulle tasche degli italiani e sull’economia in generale.

Negli ultimi giorni si sta discutendo molto di uno studio pubblicato dalla Banca Centrale Europea, ma realizzato da alcuni ricercatori della Banca d’Italia, in cui si analizza l’effetto sull’economia italiana del bonus da 80 euro, una delle misure più famose decise dal governo Renzi, e una delle più criticate. Un bonus che mensilmente entra nelle tasche di tutti i lavoratori dipendenti che guadagnano più di ottomila e meno di ventiquattromila euro. In tutto, circa dieci milioni di persone ricevono il bonus.

Bonus 80 euro effetti reali

Nello studio, i ricercatori della Banca d’Italia scrivono anche che le famiglie a più basso reddito hanno speso una percentuale più alta del bonus, fino all’80 per cento, una riflessione che porta ad un altro punto delle critiche al bonus, cioè che sia stato elargito anche e soprattutto a chi non ne aveva bisogno. Per come è stato concepito il bonus gli incapienti, cioè quei lavoratori che guadagnano meno di ottomila euro all’anno, non hanno ricevuto neanche un euro.

Una situazione paradossale l’hanno vissuta anche quelli che pensando di guadagnare più di ottomila euro in un anno, hanno fatto domanda per il bonus e lo hanno anche ricevuto prima di doverlo restituire perché per qualsiasi. Anche escludendo gli incapienti, comunque, lo studio mostra che la distribuzione degli 80 euro non ha favorito i più sfortunati. Le persone con reddito tra gli otto e i novemila euro hanno percepito circa il dieci per cento del totale delle risorse assegnate dal bonus. I più ricchi, quelli con un reddito superiore ai venticinquemila euro, hanno ricevuto il diciassette per cento delle risorse.


Lo schema qui sotto, tratto dallo studio pubblicato dalla Banca Centrale Europea, mostra chiaramente che al crescere del reddito aumenta di pari passo la proporzione di risorse ricevute. In altre parole, i più ricchi tra quelli interessati dal bonus hanno ricevuto sistematicamente più risorse dei più poveri. A questo bisogna aggiungere un altro dato interessante: più persone lavorano all’interno di una famiglia, più è probabile che quella famiglia abbia ricevuto il bonus.

Lo dimostra il fatto che quasi il cinquanta per cento delle famiglie che hanno ricevuto gli 80 euro annoverano almeno quattro persone con un reddito, mentre il quindici per cento scarso è composto da famiglie monoreddito. Alla luce di queste considerazioni non si può dire che il bonus da 80 euro sia stato inutile. Nel complesso il bonus degli 80 euro ha avuto un impatto macro-economico di buona portata verso chi lo ha ricevuto. Certo qualcosa da migliorare e da razionalizzare c’è senza dubbio. Dopotutto si è pur sempre trattato di un corposo trasferimento di risorse dallo stato ai cittadini.

Bonus 80 euro effetti reali

Allora il bonus degli 80 euro ha avuto degli effetti reali Alla fine dei conti i quasi sei miliardi spesi per fare aumentare i consumi di tre miliardi e mezzo la sensazione è che il bonus abbia aiutato la nostra crescita, anche se il dubbio se si sia trattato di un affare conveniente, visto che è stato impiegato lo 0,4 per cento del Pil per finanziarlo, resta ancora invariato. Su questo ognuno avrà le sue opinioni. Secondo Renzi e il Partito Democratico, ovviamente lo è stato.

Anche perché, lo hanno più volte ripetuto, gli 80 euro sono stati disegnati in questa maniera consapevolmente. Il loro scopo era introdurre uno sconto fiscale da mettere in atto rapidamente, che fosse facile da riconoscere nella propria busta paga e che fosse semplice da ricordare. Studiare un complesso sistema di detrazioni fiscali che favorisse i più poveri in maniera progressiva avrebbe tolto alla misura l’impatto mediatico che hanno avuto gli 80 euro. Questa scelta però ha fatto perdere di efficacia gli ottanta euro. E ha introdotto anche un ultimo potenziale problema, come hanno notato diversi economisti in questi giorni.

Come sono stati facili da introdurre, ricordare e riconoscere, così gli ottanta euro sono oggi facili da eliminare. Se un futuro governo si trovasse in cattive acque e avesse bisogno di tagliare in fretta una decina di miliardi di euro, sopprimere il bonus da ottanta euro sarebbe la via più facile. Sarebbe sufficiente sopprimere i pochi articoli di legge che li hanno introdotti, senza nemmeno il rischio di danneggiare le fasce più deboli della popolazione.





di Luigi Mannini pubblicato il


Torna su