Pensioni novità poco spinta su Ape Social, Quota 41, Pensioni Anticipate per tutti da Forze Sociali, solo per Pensioni Donne

Concrete proposte di novità per le pensioni finora solo per le donne: le ipotesi da esecutivo e forze sociali e cosa prevedono

Mentre si attendono gli esiti dei prossimi confronti tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali, secondo quanto riportano le ultime notizie, sembrerebbe esserci poca spinta effettiva al rilancio di novità per le pensioni inerenti le richieste di modifiche e miglioramenti per ape volontaria, ape social e quota 41 collegate e ulteriori sistemi di pensione anticipata a tutto favore di rilanci di novità per le pensioni che sembrerebbero interessare solo le donne. E si tratta di una situazione che, chiaramente, non va bene. E’, però, chiaro come sia esecutivo sia forze sociali si stiano particolarmente concentrando sulle novità per le pensioni per le donne, per cui comunque finora si è ottenuto sempre molto poco.

Le proposte dell’esecutivo per novità per le pensioni per le donne

Le proposte di novità per le pensioni esclusivamente per le donne al momento al vaglio prevedono:

  1. eventuale ulteriore proroga dell’opzione donna;
  2. definizione di una speciale ape social per le donne.

Partendo dall’opzione donna, in scadenza il 30 settembre, sappiamo ormai bene, il suo funzionamento. Si tratta di un regime sperimentale di pensione anticipata che permette a tutte le lavoratrici sia statali che autonome e private di anticipare la propria età pensionabile rispetto all’attuale soglia anagrafica fissata di 66 anni e sette mesi. I requisiti richiesti sono:

  1. aver raggiunto 57 anni di età per le lavoratrici statali;
  2. aver raggiunto 58 anni di età per le lavoratrici autonome e private;
  3. aver maturato, in entrambe i casi, almeno 35 anni di contributi.

Per andare in pensione la lavoratrice deve accettare una decurtazione, decisamente pesante, sulla pensione finale, che può arrivare anche al 25-30%, perché chi decide di andare in pensione prima l’opzione donna dovrà calcolare il proprio assegno pensionistico solo con metodo contributivo, dicendo definitivamente addio al più vantaggioso sistema retributivo. Per la richiesta dell’opzione donna, la domanda deve essere presentata all’Inps, direttamente online sul sito dell’Istituto di Previdenza.

L’ape social per le donne è invece la nuova proposta avanzata dall’esecutivo per sostenere le donne che hanno avuto difficoltà nel continuo versamento dei loro contributi previdenziali e volessero andare finalmente in pensione, essendo state particolarmente impegnate anche nei lavori di cura familiare. Le ultime notizie confermano l’ipotesi di uno sconto contributivo che, secondo le ultime e ultimissime notizie, potrebbe essere di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni, nel caso in cui nel nucleo familiare vi siano quattro figli. In questo caso i contributi richiesti per andare in pensione prima con l'ape social si ridurrebbero da 30 a 28.


L’ape social per le donne, esattamente con per le altre categorie di persone svantaggiate che possono accedere all’ape social, vale a dire disoccupati, lavoratori usuranti, invalidi e malati gravi, non prevede alcun costo e alcuna decurtazione sulla pensione finale a differenza dell’opzione donna che, come visto, prevede forti penalizzazioni sui trattamenti finali.

Le nuove proposte delle forze sociali per novità per le pensioni

Questa nuova proposta di ape social per le donne, però, non sembra soddisfare particolarmente le forze sociali che sul tempo dello sconto contributivo, stando a quanto riportano le ultime notizie, hanno rilanciato: la richiesta all’esecutivo è quello di riconoscere uno sconto contributivo non di sei mesi in relazione all’uscita prima con l’ape social ma di 12 mesi per l’accesso alla pensione di vecchiaia per tutte le lavoratrici che abbiano avuto o adottato un figlio. Tempo che dovrebbe ulteriormente salire di 4 mesi per ogni figlio oltre il primo, fino a un massimo di 2 anni.

Bisognerebbe, inoltre, ridurre la soglia di importo per l’accesso alla pensione contributiva anticipata a 63 anni e 7 mesi, portandolo da 2,8 ad almeno 2 volte l’assegno sociale, valorizzando poi il lavoro di cura alla famiglia prevedendo una maggiorazione per i periodi di congedo per maternità e aumentando del 50% i contributi accreditati per questi periodi portando da 1 ad 1,5 volte la loro valutazione. Secondo le forze sociali, inoltre, si tratta di benefici fi novità per le pensioni che dovrebbero valere non solo per le donne ma estesi anche agli uomini che si dedicano al lavoro di cura della famiglia per anticipare l'età del pensionamento e aumentare la propria pensione finale.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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