Capitale umano Italia: stipendi aggiornati medi per lavori. Spreco talenti per il WEF, 35esimi mondo

Continua ad essere forte il gap di erogazione degli stipendi in Italia tra uomini e donne: ultimi dati e retribuzioni

La forbice tra la media degli stipendi che percepiscono gli uomini e quelli che, invece, toccano alle donne aumenta sempre di più. Situazione decisamente deludente per il gentil sesso che da sempre risente di una superiorità maschile non sempre giustificata. L’Italia registra un netto peggioramento anche nei confronti dei principali competitors europei.

Vi sono due problemi che bloccherebbero l'innovazione in Italia e più in generale lo sviluppo dell'economia secondo quanto spiegato dal rapporto delWorld Economic Forum dal titoloHuman Capital dall'Human Capital Report 2017. Il primo riguarderebbe i giovani sempre più fuori dal mercato del lavoro, il secondo dal divario uomo-donna che si dimostra sia nelle posizioni assunte che nel gap tra gli stipeni e le retribuzioni come emerso ancora una volta da un ulteriore recente report del Job Pricing in collaborazione con HRC

Capacità, qualifiche elevate, ma giovani fuori dal lavoro

In Italia secondo lo studio delWorld Economic Forum ci sarebbe un alto tasso di talento, ovvero di capacità anche sviluppata dai percordi di istruzione dove ci ritorviamo ad un 41esimo posto, così come il Know-how disponibile dove siamo addirittura al 21esimo posto mondiale. Ma molti di questi valori sono tra i giovani i quali però si trovano fuori dalle attività produttività o in posizioni poco rilevanti tanto è vero che su questo siamo addirittura in 103 posizione in modo particolare se si considerano le persone attive tra i 25 anni e i 54 anni e il mondo femminile in particolare.
E così nella capacità di sviluppare il proprio capitale umano per lo sviluppo dell'economia l'Italia si trova in classifica sgenerale su oltre 130 Nazioni prese in considerazione al 35posto. prima di noi vengono nazioni come Russia, Repubblica Ceca, Ucraina, Estonia, Lituania dove sia l'istruzione e le capacità della popolazione giovanile e feminile vengono sviluppate quanto poiù possibile concretamente. Al primo posto della classifica non troviamo gli Stati Uniti, che sono solo quarti, ma la Norvegia, Finlandia e Svizzer

Gap nei compensi di stipendi tra uomini e donne

Che il valore degli stipendi che percepiscono uomini e donne sia da sempre diverso è cosa nota ma le ultime notizie confermano un costante aumento del gender gap per gli stipendi degli italiani. Si allarga dunque, la forbice tra compensi percepiti dagli uomini e compensi percepiti dalle donne nel nostro Paese, con una situazione decisamente molto deludente per il gentil sesso che da sempre risente di una ‘superiorità’ maschile non sempre giustificata.

Non si tratta certo di una situazione nuova ma è una situazione che piuttosto che alleviarsi nel tempo, anche grazie alla grandi scalate delle donne in ogni attività e in ogni settore, la differenza di retribuzioni tra uomini e donne nel nostro Paese tende, al contrario e inaspettatamente, a crescere sempre più, influendo, come facilmente immaginabile, in maniera molto negativa soprattutto sul rendimento delle donne a lavoro che, come sottolineato da molti esperti, stanno dimostrando, col passare del tempo, una migliore capacità di gestione e organizzazione del lavoro molto superiore a quella degli uomini. Eppure non vengono mai ripagate e gratificate per il loro impegno e per le loro capacità.


Stando alle ultime notizie rese note dall’Osservatorio JobPricing, in collaborazione con HRC, la community dei professionisti delle Risorse Umane, che ha stilato il Gender Gap Report 2017, a livello mondiale, dal 2006 al 2016, è diminuito il gender gap nel mondo, soprattutto a livello di salute, aspettativa di vita e livello di istruzione. In questo contesto, l'Italia è al 50esimo posto su 144 Paesi analizzati, decisamente scivolata rispetto al 41esimo posto registrato l'anno precedente, in particolare a causa dell'indicatore relativo alla partecipazione ed opportunità economiche.

Sempre stando ai dati aggiornati, nel Belpaese le donne che lavorano sono ancora meno degli uomini, in percentuale, con tassi di occupazione rispettivamente del 47,2% e del 65,5%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente superiore per le donne (12,7% vs 11,3%). Per quanto riguarda gli stipendi medi 2017, a livello nazionale, secondo l'Osservatorio JobPricing, sono pari a 30.676 euro per gli uomini e pari a 27.228 euro per le donne, con una differenza di 12,7 punti e le donne che guadagnano l’11,2% in meno dei colleghi maschi.

Posizioni lavorative delle donne e retribuzioni inferiori agli uomini

Stando sempre a quanto riportano le ultime notizie, con il passare del tempo competenze e ruoli dirigenziali per le donne sono aumentate e oggi sono ben il 40% le donne che occupano posizioni manageriali (dirigenti e quadri) ma anche in questo caso, a parità di ruolo con gli uomini, esiste il gap nello stipendio dei dirigenti del 12,2% e sarebbe diminuito nel caso dei quadri (passa da 5% a 4,4%). Stando ai dati, il Gender Salary Gap più elevato è:

  1. nel settore dei servizi in generale;
  2. nel settore dei servizi alla persona;
  3. nel settore dei servizi finanziari.

Invece, nei settori dell’edilizia e delle utilities le donne guadagnano in media più degli uomini, eccezione derivante dal fatto che si tratta di comparti lavorativi in cui la presenza femminile è molto limitata. La differenza retributiva tra uomini e donne è più contenuta tra gli occupati che non hanno un titolo di studi universitario, che rappresentano circa l'80% della popolazione italiana, mentre solitamente gli uomini che hanno fatto l'università guadagnano il 33% in più delle donne con lo stesso grado di istruzione.

Stando alle ultime notizie, inoltre, a livello di professioni più remunerate, le differenze più alte si notano tra i dirigenti, con particolare riferimento ai comparti di amministrazione, finanza e controllo, risorse umane, segreteria, servizi generali e IT, mentre, al contrario, tra le figure tecniche, appartenenti soprattutto ai comparti di ricerca e sviluppo, area tecnica e ruoli specialistico-tecnologici, non si evidenziano particolari differenze salariali, pur comunque essendoci una differenza nell’erogazione degli stipendi a uomini e donne.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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