Pensioni Ape Social, Quota 41, Ape Volontaria si affianca la Rita modificata per uscire prima

Al via l'ape volontaria con nuovo decreto attuativo e contestualmente al via anche la Rita per gli iscritti alla previdenza complementare: come funzionano le novità per le pensioni

Tra i differenti sistemi per uscire prima, sta per arrivare la Rita che finora non è stata al centro dell'attenzione come novità per le pensione, ma che potrebbe crescere di importanza e rilevanza con uan serie di modifiche nelle ultime notizie e ultimissime che la potrebbero rendere più interessante e utilizzabile

Non solo ape volontaria e ape social e quota 41 ad essa collegata per andare in pensione anticipata dal prossimo anno: le ultime notizie confermano anche l’arrivo della Rita, con diverse modifiche all’orizzonte. Si tratta di un ennesimo sistema per uscire prima che sarà in vigore a breve ma che, ancora una volta, non sarà per tutti e solo limitato a determinate persone. Probabilmente, sarà l’ennesimo sistema che piuttosto che cancellare i privilegi di alcuni rispetto ad altri contribuirà ad accrescere le discriminazioni, come del resto fa la novità per le pensioni per l’ape, sia volontaria che social, perché si tratta di novità per le pensioni non valide per tutti ma decisamente ristrette solo a chi possiede determinati requisiti.

Ciò che ci si chiede ad oggi è quando finalmente arriveranno quelle novità per le pensioni di modifica dell’attuale sistema, come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcuna penalità, che potranno permettere a tutti, indipendentemente dall’attività che svolgono e dalla categoria di lavoratori cui appartengono, di andare in pensione prima. Al momento in merito regnano la più grande incertezza e la più forte confusione. La certezza, secondo le ultime notizie, è che con l’attuazione dell’ape volontaria sarà attiva anche la Rita, rendita integrativa temporanea anticipata.

Ape volontaria e ape social: i requisiti ufficiali

Insieme all’ape volontaria, dunque, diventa operativa anche la Rita con requisiti più o meno simili ma condizioni differenti. Partendo dall’ape volontaria, può esser richiesta da coloro che:

  1. hanno raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017;
  2. hanno maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. hanno una pensione non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps, e vale a dire di circa 702,65 euro al mese.

Per chiedere l’ape volontaria, la domanda dovrà essere presentata all’Inps e nel caso di esito positivo, riceverà dalle banche, sempre tramite Inps, l’erogazione di un prestito per andare in pensione prima. Alla maturazione dei normali requisiti pensionistici richiesti, lo stesso lavoratore richiedente il prestito dovrà restituirlo con un piano di rimborso di 20 anni. Il calcolo della rata di rimborso dovrà considerare i tassi di interesse e le condizioni della polizza assicurativa che ogni richiedente dovrà stipulare obbligatoriamente per coprire eventuali costi rimanenti in caso di premorienza. Non sono, però, ancora stati ufficializzati i tassi che saranno applicati dalle banche sul trattamento pensionistico finale.


Le ipotesi parlano di un costo totale di rimborso della rata che potrebbe oscillare dal 2% fino al 5-5,5% con l’obiettivo di arrivare ad un taeg del 3,2%. Sarà importante capire tali percentuali per verificare quanto sarà effettivamente conveniente andare in pensione prima con l’ape volontaria. Lo stesso decreto ha stabilito che il costo complessivo della rata non potrà essere superiore al 30% dell'importo mensile del trattamento pensionistico finale.

Per quanto riguarda, invece, l’ape social, esattamente come l’ape volontaria, permette di anticipare l’età anagrafica di uscita fino ad un massimo di tre anni, quindi a 63 anni, ma vale esclusivamente per le categorie di persone considerate svantaggiate tra cui rientrano:

  1. disoccupati che abbiano compiuto 63 anni al primo maggio 2017 e abbiamo maturato almeno 30 anni di contributi, a condizione di aver esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. gli invalidi che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. lavoratori usuranti che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività inquadrate come faticose, come lavoratori edili, infermiere ed ostetriche, maestre d’asilo nido ed educatori di asilo, macchinisti e personale viaggiante ferroviario, lavoratori addetti alla lavorazione dell’amianto, conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni.

Rita per uscire prima: i requisiti ufficiali e possibili modifiche in arrivo

Molto simile all’ape volontaria, la nuova Rita, rendita integrativa temporanea anticipata, è una novità per le pensioni sperimentale fino al 31 dicembre 2018 che permette di andare in pensione prima esclusivamente agli iscritti alle forme di previdenza integrativa. La pensione anticipata con la Rita può essere, infatti, richiesta da coloro che:

  1. hanno raggiunto i 63 anni di età;
  2. hanno maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. hanno aderito a forme di previdenza integrativa.

La Rita permette, infatti, di richiedere un anticipo fino alla pensione finale dei 66 anni e 7 mesi. L’entità dell’anticipo dipenderà da quanto versato dallo stesso lavoratore nel suo fondo previdenziale nel corso della sua vita lavorativa. A differenza dell’ape volontaria, la Rita non prevede alcuna penalità sulla pensione finale, perché l’anticipo che viene erogato fino alla maturazione della normale pensione viene, infatti, preso dal gruzzoletto accumulato dal lavoratore nel corso della propria vita lavorativa. I lavoratori che decidono di uscire prima con la Rita possono chiedere le somma spettante dai 63 anni ad una tassazione agevolata tra il 15% ed il 9% a seconda degli anni di iscrizione al fondo. L’aliquota pari al 15% diminuisce, infatti, dello 0,30% per ogni anno di iscrizione al fondo di previdenza complementare che supera il 15esimo anno.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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