Times: l'Italia è vecchia e stanca. La Spagna l'ha superata, tra due anni la Grecia

Dopo la critica del New York Times, anche il Times britannico critica pesantemente il Bel Paese. Secondo quanto riportato, l'Italia è vecchia e stanca

Dopo il reportage impietoso del New York Times, un altro duro verdetto piomba sul Bel Paese.
Questa volta a descrivere con toni decadenti l’Italia è l’autorevole e brittanico Times che, in un lungo articolo intitolato “La dolce vita diventa amara perché l’Italia fa i conti con l’essere vecchia e povera”, spiega che i nostri standard di vita per la prima volta siano caduti dietro quelli della Spagna, mentre la Grecia “ci soffia sul collo”, che i nostri politici sono “vecchi e stanchi” e che quindi gli italiani provano “un senso di angoscia nazionale in questo scorcio di 2007”.
E il problema, sottolinea il Times, non riguarda solo l’aumento dei prezzi e la stagnazione dei salari, ma “raggiunge il cuore del dibattito dell’Italia su se stessa sulla propria anima e sulla propria identità”.

Gli italiani, infatti, continuano sì a ricoprire ruoli importanti nel mondo (Fabio Capello, ad esempio, è ct della nazionale inglese e Carla Bruni “ha conquistato il cuore del presidente francese”) ma , in patria, “sono consumati da un senso di declino nazionale”.
In particolare, la sensazione diffusa è che “il passato sia la gloria dell’Italia, ma anche la sua prigione, con la politica e l’economia dominate da una gerontocrazia e gli imprenditori e i politici più giovani tenuti a freno”.
Tanto che, si sottolinea, “quando il primo ministro Romano Prodi - questa settimana ha avuto un summit a Roma con Nicolas Sarkozy e José Luis Rodríguez Zapatero, i commentatori hanno notato che, mentre Zapatero aveva 47 anni e Sarkozy 52, Prodi aveva l’aspetto stanco di un sessantottenne”.

Non va meglio se si passa ad analizzare il mondo dell’arte.
A giudizio del quotidiano, infatti (che cita, tra le altre, le opinioni autorevoli di Umberto Eco, Michele Salvati, Gianpaolo Pansa e Francesco Caltagirone e ricalca le critiche gia avanzate dal quotidiano newyorkese qualche giorno fa) “sebbene ci siano buoni registi, non c’é nessuno che possa essere paragonato a Fellini o Visconti, e Monica Bellucci, con tutta la sua bellezza, non è Sofia Loren (e in ogni caso lei vive a Parigi)”.

Il Times si sofferma quindi sui costi eccessivi della politica e, citando il libro ‘La Casta’ (proprio come il New York Times) sottolinea come l’Italia abbia il più alto numero di auto blu, e come il Quirinale costi addirittura quattro volte più di Buckingham Palace.
Poi non dimentica di citare tutta una serie di criticità tipiche del mondo del lavoro: dal prevalere di “una mentalità di lavoro per tutta la vita” in cui i posti vengono assegnati “non in base al merito ma attraverso una rete di favori reciproci e legami familiari noti come ‘raccomandazione’”, ai sindacati che continuano a mobilitare milioni di persone contro il lavoro precario con l’inevitabile risultato di scioperi a ripetizione.
Scioperi che il Times snocciola uno dopo l’altro: da quello della sanità, a quello degli autotrasportatori, da quello minacciato dai dipendenti di Alitalia (definita “essa stessa simbolo del malessere italiano”) per le prossime festività natalizie, a quello de ‘La Scala’, spesso al centro di conflitti sindacali.

E in questo scenario desolante, “perfino il nucleo familiare italiano - continua il Times - una volta baluardo (con la Chiesa Cattolica) della società italiana, è in declino, con un aumento dei tassi di divorzio, una bassa natalità e l’incremento dei genitori single”, anche se la famiglia “continua a rappresentare un rifugio per i giovani italiani molti dei quali continuano a vivere a casa pur avendo superando i 30 anni”.
Ma non è ancora tutto. Le famiglie sono, infatti, anche sempre più povere.
Le ragioni? I costi dell’energia che crescono, la forza dell’euro contro il dollaro che colpisce l’industria del lusso, la globalizzazione e la concorrenza dell’Asia nel settore del tessile.
Per non parlare della crescita esorbitante dei prezzi dei generi alimentari che ha comportato infatti (e a questo proposito, il Times cita le cifre di Confesercenti) un calo di vendite della pasta (-4%) e del pane (-7%).


Il risultato è che gli italiani sono i meno felici d’Europa, proprio come ha fatto emergere la ricerca dell’Università di Cambridge.
“Al di là del malessere diffuso, la speranza c’è”, dice però il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, intrevistato dal quotidiano londinese.
“Il nostro Paese - spiega infatti Montezemolo - non si è solo fermato, ma sta andando indietro. E il problema non è soltanto la carenza di investimenti in ricerca e sviluppo, ma anche il fatto che ogni italiano pensa al proprio interesse e non al bene comune. Ma l’Italia non è solo pizza e spaghetti - aggiunge Montezemolo fiducioso - Siamo un Paese pieno di eccellenze e di energie positive. Possiamo invertire questo declino aprendo il Paese al mercato, sbarazzandoci della burocrazia e liberando il talento dei giovani”.
Ed ecco un esempio: “In Sicilia- sottolinea Montezemolo- il soffocante potere mafioso viene finalmente combattuto da imprenditori, quasi tutti quarantenni e con esperienze europee, che rischiano la vita rifiutandosi di pagare il pizzo”. 








Fonte: pubblicato il


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