Tassi prestiti e finanziamenti concessi dalle banche italiane: tra i più alti d'Europa

Il Sole 24 Ore denuncia la verità sui tassi imposti dalle banche italiane; tra i più alti d'Europa.

 Le banche italiane? Applicano ai prestiti il Taeg più alto d’Europa, è questa l’allarmante verità denunciata sulle pagine del sole 24 Ore di oggi.

Un fenomeno in netta espansione quello del credito al consumo in Italia che rappresenta ad oggi il 5,8% del Pil nazionale, ma intravede ancora ampi margini di crescita se si considera il 16,5% della Gran Bretagna. La radicata propensione al risparmio degli Italiani costituisce certo un collo di bottiglia per il ricorso al finanziamento rateale, che sfondate le prime resistenze inizia, però, a fare breccia anche nei cuori delle formichine più incallite.

La diffidenza culturale all’indebitamento dei risparmiatori italiani sposta le preferenze su istituti di credito nostrani e convoglia la richista di finanziamenti sugli investimenti immobiliari (mutui). Sarebbero infatti 4 i gruppi bancari (3 dei quali italiani) che si spartiscono una torta da 85 miliardi di euro. Intesa-Sanpaolo, Unicredit, Mediobanca e Santander sono i più gettonati sul fronte del credito al consumo, in larga parte per prestiti sui mutui, sebbene, lo vogliamo sottolineare, non si tratti un successo meritato. Il Taeg (Tasso annuo effetivo globale) applicato sulle attività di credito al consumo nel 2006 infatti si è attestato nel nostro paese su una media del 9,3% contro l’8,2% del resto d’Europa.

Stessa politica è stata applicata nel caso dei mutui dove si riscontra un Taeg medio al 5,4% contro il 4,9% dei vicini comunitari.

Che cos’è il Taeg?


Si tratta di un tasso virtuale che contabilizza il costo complessivo di un credito – finanziamento – erogato da banche o finanziarie.

Oltre al rimborso del capitale e a quello degli interessi pattuiti, nel TAEG sono incluse:

    * Le spese di istruttoria e apertura della pratica di credito;
    * Le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dal creditore (es. le spese per il pagamento a mezzo RID);
    * Le spese per l’assicurazione o le garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurargli il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del consumatore;
    * Il costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria all‘ ottenimento del credito;
    * Le altre somme (eventualmente) contemplate dal contratto.

E’ quindi un utile strumento di raffronto sulla convenienza dei vari finanziamenti offerti dalle banche.








Fonte: pubblicato il


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