Buoni pasto: regole ufficiali nuove a settembre 2017. Come funzionano, limite uso massimo, quanti, dove spendere e chi spettano

Vediamo tutte le nuove regole restrittive e i migliorativi su chi spetta il buono pasto, come usarlo, quanti usarne e per cosa comprare.

Tutte nuove regole sui buoni pasto che si sommano a quelle gia introdotte nel corso di quest'anno nel 2017, per renderli sempre più un incentivoaziendale più interessante da usare sempre più nella logica degli extra che le imprese offrono ai propri dipendenti come sta accadendo per assicurazioni, palestre, visite mediche, asili, etc(aggiornamento 19:52)

Quali sono le novità dei buoni pasto per i dipendenti? Diverse, a partire da chi dovràriceverlo: anche chi non ha la pausa pranzo infatti dovrà ricevere il buono pasto. Le nuove regole ufficiali fissano anche la cumulabilità del buono: ne potranno essere utilizzati fino ad 8 nella stessa spesa che dovrà essere però solo di beni alimentari. Vediamo nel dettaglio queste e altre novità introdotte (aggiornamento 9:13)

Dal 10 Settembre entro in vigore le nuove regole sui buoni pasto, benefit spesso esentasse che viene dato spesso ai dipendenti al posto del servizio di mensa.

Cumulare buoni pasto

Sarà possibile, all’interno delle stessa spesa, cumulare fino ad 8 buoni pasto, l’importante è che vengano utilizzati solo per beni alimentari e il negoziante non potrà dare resto sui buoni, come del resto già accadeva. Vietato anche frazionare l’importo ottenendo un credito per la prossima spesa.

Non si potrà inoltre cedere il buono pasto al proprio coniuge per la spesa familiare e utilizzare il buono in un giorno non lavorativo, quindi niente spesa il sabato e la domenica se si resta a casa in quanto non si lavoro.


Buoni Pasto elettronici: come funzionano

Convezioni esercenti e società emettitrici dei buoni

Le nuove regole disciplinano anche i rapporti tra le aziende che forniscono i ticket restaurant e i negozi commerciali.

Sarà spendibile oltre che in alimentari e supermercati anche in ristoranti, agriturismi, mercati e spacci aziendali ed in ogni caso il suo valore è da considerarsi iva compresa, quindi in nessun caso può l’esercente potrà richiedere l’iva a parte.

Buono pasto per chi non ha pausa pranzo

Viene esteso l’obbligo per il datore di lavoro di erogare buoni pasto anche a quei dipendenti per cui non è prevista la pausa pranzo, vuoi per l’orario di lavoro o il turno.








di Lorenzo Pascucci pubblicato il


Torna su