Reddito inclusione in manovra finanziaria, stato attuale e obiettivi

Come funzione il Reddito di inclusione da poco iniziato, entrato in vigore e come cambierà nella prossima manovra finanziaria essendo uno degli obiettivi principali tra le novità potenziali

Nella prossima manovra finanziaria sembra esserci spazio anche per ampliare la prima parte del progetto esistente da pochi mesi del reddito di inclusione. L'obiettivo sarebbe quello di aumentare la platea di persone interessate fino a raggiungere nel 2020 un assegno universale definitivo per tutti i cittadini (aggiornamento 10:01)

Quali sono le novità che possiamo attenderci per il reddito di inclusione? Introdotto di recente il piano è quello di fallo evolvere fino al 2020 cercando di estenderlo a più persone possibile fino all'obiettivo di creare l'assegno universale esteso a tutta la popolazione (aggiornamento 16:01)

Il reddito di inclusione è da poco entrato in vigore ed è interessante capire come funziona adesso, chi, quando e come può fare domanda all'Inps e quali requisiti si devono avere per poter fare ruchiesta oltre ai limiti attuali. Nello stesso tempo per il reddito di inclusione c'è un progetto più a lungo termine almeno fino al 2020 che evolverà già in quota manovra finanziaria, legge di stabilità del Governo Gentiloni e che potrebbe avere una accelerazione nelle prossime elezioni dove si parla di assegno universale per tutti di tutte o quasi le differenti forze, seppur declinato in modo differente.

Reddito di inclusione attuale

Arriva il Reddito di inclusione 2017 ovvero il nuovo provvedimento a sostegno della famiglia. Non si tratterà, infatti, di un contributo a pioggia, ma di un sussidio mensile vincolato ad alcuni impegni con l'obiettivo di ripensare il sistema dell'intervento pubblico contro l'indigenza. Sul piatto ci sono poco meno di due miliardi di euro l'anno per un aiuto che si rivolge a una platea di circa 660.000 famiglie, ovvero 1,8 milioni di persone, a partire dal 2018. Il sostegno va da un minimo di 190 euro al mese a un massimo di 485 euro. Ad averne diritto sono le famiglie residenti di italiani e stranieri con permesso di lungo soggiorno ottenibile dopo 5 anni di permanenza in Italia. Ma con una lista di priorità ben precise ovvero il reddito di inclusione 2017 spetta in via preliminare a

  1. famiglie con minori
  2. disabili
  3. over 50 disoccupati
  4. donne in gravidanza

Chi riceve il reddito d'inclusione deve poi sottoscrivere un patto che lo impegnerà ad avere determinati comportamenti: dall'accettare proposte per migliorare l'occupabilità a garantire la frequenza scolastica dei figli. Se, come anticipato, il beneficio va da un minimo di 190 euro a un massimo di 485 euro, per averne acceso occorre un Isee di 6.000 euro all'anno e un equivalente (la sola parte reddituale dell'Isee senza considerare beni mobili e immobili) di 3.000 euro all'anno. Più basso è l'indicatore della situazione reddituale e maggiore è l'importo che spetterà.

Reddito inclusione: a chi spetta, come fare domanda INPS, limiti e condizioni Isee nuovo assegno sociale


Per fare domanda di accesso al Reddito di inclusione 2017 occorre utilizzare i modelli che l'Inps metterà a breve a disposizione anche attraverso il suo sito web. La Carta Rei, che sostituirà la Carta Acquisti, sarà lo strumento sul quale l'Inps caricherà il Rei. Il suggerimento è di procurarsi il calcolo dei propri indici Isee e Isr, che si possono richiedere ai Caf, agli uffici Inps o a professionisti abilitati. Per accedere a questo nuovo strumento le famiglie devono dunque avere un indice Isee fissato dal governo. Si tratta di una misura unica a livello nazionale, di carattere universale, subordinata alla prova dei mezzi e all'adesione a un progetto personalizzato di inclusione, articolata in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona.

Viene in aggiunta previsto di mantenere il contributo per alcuni mesi a quelle famiglie che grazie a un impiego salgono sopra la soglia prevista. Per beneficiare della misura sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale. È previsto un graduale incremento del beneficio e dell'estensione dei beneficiari del Reddito di inclusione 2017, da individuare prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave, donne in stato di gravidanza, disoccupati di età superiore a 50 anni. A oggi il Piano nazionale contro l'indigenza dispone di un tesoretto di 1,7 miliardi, che leviteranno a 1,8 miliardi di euro dal 2018.

Con l'introduzione del Rei termina la stagione del cosiddetto Sia, ovvero il Sostegno per l'inclusione attiva, che dal settembre del 2016, grazie alla carta acquisti prepagata, ha portato ossigeno nei bilanci di circa 65.000 famiglie, per un totale di 250.000 cittadini in condizioni di indigenza. Non ci sarà più infatti il limite a persona, pari a un massimo 80 euro a testa per un massimo di 400 euro per famiglie di cinque persone o più come previsto per il Sia, ma un beneficio legato a una soglia di Isee 2017. Per la prova dei mezzi si terrà conto anche del patrimonio. Ad averne diritto sono tutte le famiglie in difficoltà, anche quelle composta da una sola persona.

Reddito inclusione nella prossima manovra finanziaria

Il reddito di inclusione sembra essere uno degli obiettivi del Governo Gentiloni come dall'altra parte era già predisposto nel piano stretgico quinquennale che prevedeva la partenza quest'anno e un budget finanziario in costante aumento per raggiungere i 5 miliardi nel 2020.

E anche quest'anno tra le novità della prossima manovra finanziaria che appaion quasi sicure nonostante il poco budget di 10-12 miliardi al momento disponibile ci dovrebbe essere un aumento ad 1,6 miliardi in aggiunta al budget attuale per andare a coprire man mano sempre più persone allargando i requisiti. Si calcola che già con 10 miliardi si potrebbe attivare una prima forma di assegno universale non per tutti, ma almeno per i disoccupati e altre persone che vivono in condizioni complesse.

Al momento il reddito di inclusione si basa su aiutare i più poveri e gli indigenti, che però dalle ultim proiezioni potrebbero divcentare il doppio se non di più nel corso dei prossimi 5-10 anni soprattutto tra le famiglie più giovani e i giovani stessi. Dunque, non è assolutamente da escludere che ci possa essere una accelerazione sia minima da parte del Governo Gentiloni a cui Mattarella aveva affidato tra i due compiti principali quello della lotta contro la povertà e poi con le prossime elezioni nazionali dove tutti gli schieramenti hanno nei propri programmi una sorta di assegno universale, ma differente tra loro e spesso ancora ben da definire.








di Gianluca Fiore pubblicato il


Torna su