Come pagare meno tasse? Una scoperta legale per guadagnare meno ma avere più soldi

Si può pagare tasse in modo corretto e legale? Certo, ma il calcolo da fare è piuttosto paradossale

E' possibile avere più soldi pagando meno tasse possibili oltrettutto in modo tutto legale? Uno studio intolato "Al contribuente conviene sempre lavorare di più?" presentato al Senato si evince che non sempre guadagnare di più al netto delle tasse può convenire. (aggiornamento 8:35)

Come è possibile risparmiare e pagare meno tasse? E' paradossale ma in alcuni casi guadagnare di più può essere sconveniente. Non perchè si pagono le tasse su un'aliquota maggiore (che viene applicata sulla differenza rispetto allo scaglione precedente) ma perchè si perdono una serie di agevolazioni che fanno in modo che non si possano scalare determinate spese e quindi in alcuni casi sarebbe meglio guadagnare di meno. (aggiornamento 12:32)

Come pagare meno tasse del dovuto in modo legale e onesto? E' un delle domande che in tantissimi si pongono siamo imprenditori che professionisti, ma anche i dipendenti che fanno parecchi straordinari.

E la risposta paradossale arriva dal Senato, da uno ricerca e analisi condotta da Melissa Boschi e Fernando di Nicola dal titolo La giungla delle Aliquote marginali effettive con il secondo titolo ancora più evidente Al contribuente conviene sempre lavorare di più?

E la conclusione che si arriva è no, non conviene, perché arrivati ad un certo punto il peso del fisco e quanto si paga di tasse non lo fa con convenire, nonostante il nostro sistema dovrebbe essere per costituzione un sistema progressivo che chi guadagna di più paga progressivamente di più ma in modo equo, con la parola principe che dovrebbe essere progressività.


In realtà da questa ricerca si capisce come questo principio non viene rispettato e talvolta l'unico modo per guadagnare di più e pagare meno tasse, è fermarsi ad un certo reddito.

La spiegazione è data dalle cosiddette aliquota implicite o tasse implicite che sono davvero numerose, una vera e propria giungla che è assai difficile da considerare quando si calcola quante tasse occorre pagare perché è molto personale e cambia anche a livello locale. Stiamo parlando di detrazioni e deduzioni per i figli o in generale la famiglia, le tasse locali, gli assegni familiari, le varie forme di aiuto a se stessi, coniugi o figli, il bonus degli 80 euro.

Dunque, non ha senso fare il calcolo utilizzando le aliquote Irpef classifiche ovvero il 23% per chi guadagna fino a 15mila euro, dai 15mila ai 28mila euro il 27% a salire fino all'ultimo scaglione del 43%.

A queste aliquote si devono sommare quelle che abbiamo chiamato marginali e con tale sommatoria si ottengono le aliquote marginali effettive che sono l'oggetto dello studio della ricerca.

A questo punto vi sono tre fasce, quella con zero imposte che si ha entro i 10mila euro, entro i 28mila si paga il 30%, e sopra il 42%.

A questo punto guadagnando sopra i 28mila euro, accettando un piccolo aumento o una fatturazione maggiore si rischia di perdere totalmente il beneficio delle differenza in base alle perdita ad esempio di detrazioni e il guadagno ottenuto può essere mangiato tutto dal Fisco.

Non è facile fare questi conti, come detto, ma quando questo avviene è meglio non guadagnare di più, perché si andrebbero a pagare solo più tasse di prima.

Se si guadagna ad esempio sopra i 15mila euro si iniziano a pagare le tasse locali, ma si perdono anche alcune ulteriori detrazioni come gli assegni familiari mentre se si guadagna sopra i 26mila si perde il bonus degli 80 euro. Chi guadagna riceve tra detrazioni e bonus 2mila euro (in un esempio) che si andrebbe totalmente a perdere considerando anche le tasse maggiori





di Gianluca Fiore pubblicato il


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