Assunzione online immigrati: sistema informatico ha problemi e i permessi sono meno delle richieste

Gli imprenditori già protestano perché le quote di ingresso sono troppo basse rispetto alla necessità di mano d'opera immigrata.

Il sistema on line messo a punto dal Viminale per le domande di assunzione degli immigrati è stato subissato da oltre 353mila le richieste. Varato  per gestire le domande di assunzione per lavori non stagionali in base al decreto sui flussi il cervellone, ha iniziato a lavorare alle otto del mattino: il più veloce è riuscito a far registrare la sua richiesta sul sito dopo solo un secondo e 134 millesimi.

Gli ingressi per quest'anno sono fissati a 170 mila, con quote riservate in base ad accordi bilaterali che impegnano l'Italia e determinati Paese e con una ripartizione su base provinciale.

Questa volta andavano inviate esclusivamente le domande di assunzione per qualsiasi tipo di professione (comprese le badanti) degli immigrati dei Paesi con cui l'Italia ha sottoscritto accordi bilaterali: Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia. I posti a disposizione in tutto sono quindi oggi 47mila, a fronte di oltre 350mila richieste.
I posti in palio sono un nono della potenzialità di regolarizzazione già nella prima giornata. I richiedenti rimasti fuori dunque dovranno rimanere come lavoratori clandestini, con i rischi che ciò comporta anche in termini di condizioni di lavoro e salari, casa e quant'altro, o andarsene. È questo il meccanismo delle quote. Ad esclusione: oltre 300mila rimarranno fuori, l855, dentro (solo il 15% delle richieste).

Il flusso è gestito a livello provinciale, precisa il Viminale e se avanzeranno posti in alcune province verranno poi ridistribuiti sul territorio. In ogni caso i nomi e le richieste restano nel database a disposizione del ministero per regolare futuri flussi.

Il sistema ha gestito picchi di 9.600 connessioni al minuto. Fisiologico, dicono al Viminale, che si possano verificare dei rallentamenti, ma tutto il sistema funziona. Per chi vuole inoltrare la domanda, il ministero consiglia comunque di rimanere connessi a internet fino alla conferma definitiva della ricezione della domanda da parte del sistema e attendere la risposta di conferma di ricezione della domanda, anche se dovesse superare i sessanta minuti. Il sistema è stato tarato per reggere un flusso consistente di domande.


Gli imprenditori già protestano perché le quote di ingresso sono troppo basse rispetto alla necessità di mano d'opera immigrata. Così secondo Marco Accornero, segretario Generale dell'Unione Artigiani, "le difficoltà tecniche incontrate dai nostri uffici nell'inoltro delle domande per i lavoratori immigrati ha evidenziato anche un problema generale che dimostra l'inadeguatezza delle quote stabilite dal governo". "Le imprese artigiane di Milano e Provincia - fa notare - sono disponibili per acquisire lavoratori immigrati e lo sono in misura decisamente superiore a quello che oggi il mercato propone". Perciò le imprese artigianali chiedono "la rapida riapertura della procedura flussi per venire incontro alle necessità delle nostre aziende artigiane".

E il sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi ammette: "È evidente la sproporzione tra il fabbisogno occupazionale che esprimono le famiglie e le imprese italiane e le quote numeriche definite dai decreti flussi. Questa domanda che il mercato del lavoro italiano esprime, ci impone una seria riflessione". E la sottosegretaria spiega che ciò che occorre è varare quanto prima la nuova legge Amato-Ferrero che instaura nuove regole, più rispondenti ai bisogni della società italiana.

Il Codacons - associazione a tutela dei cittadini-utenti- attacca poi la gestione totalmente informatizzata del Viminale. E denuncia l'arrivo ai propri centralini di centinaia di segnalazioni
di immigrati disperati alle prese con il "click-day". E poi ci sono sindacati, patronati, associazioni che protestano per la lentezza estenuante dell'invio e della conferma dell'operazione andata a buon fine. "Le graduatorie sono da rivedere" ha affermato Michele Consiglio delle Acli che ha ipotizzato il ricorso al sorteggio: e i più penalizzati sono coloro che si sono rivolti ai patronati, ossia anziani, disabili, famiglie, che hanno poca dimestichezza con il pc. È una situazione inaccettabile".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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