Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 controprova Pa urgente necessità (novità, affermazioni)

Situazione occupazionale e quadro degli impieghi nella P.A. ulteriore dimostrazione di urgenza di novità per le pensioni: ultime notizie e condizioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): All'interno stesso di chi deve gestire l'esecutivo si rivela sempre più rilevante per differenti aspetti le novità per le pensioni ed è come se l'esecutivo stesso toccase con mano nelle ultime notizie e ultimissime l'esisgenza fondamentale che hanno tutte le attività

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:30):Il fatto che le novità per le pensioni siano sempre più necessarie e urgete arriva persino da una serie di prove incontrovertibili all'interno dei dipendenti gestiti (diciamo così) dall'esecutivo stesso che lo ammette esso stesso nelle ultime notizie e ultimissime ma non va più avanti di questo.

La necessità e l’urgenza di novità per le pensioni in grado di favorire il riavvio del ricambio generazionale sono confermate anche dalle ultime notizie relative alla situazione della pubblica amministrazione e agli ultimi dati rilevati secondo cui il comparto dell’impiego pubblico italiano sarebbe il più anziano del Vecchio Continente con relativa efficienza limitata, a fronte di dirigenti strapagati rispetto ai colleghi degli altri Paesi. Si tratta di un quadro che delinea una condizione da rivedere decisamente e che potrebbe essere cambiata attraverso l’introduzione di importanti novità per le pensioni che potrebbero favorire l’interscambio senza il rischio di bloccare e avere impatto negativo su uno dei fiori all’occhiello dell’esecutivo, cioè le novità della P.A.

Situazione e condizione occupazionale della P.A.

Secondo le ultime notizie rese note dall’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il nostro Paese non solo sarebbe fanalino di coda nella classifica sul mercato degli occupati ma avrebbe la pubblica amministrazione pubblica più anziana della Comunità con dirigenti strapagati. Nel 2015, infatti, secondo i dati resi noti, il nostro Paese è stato quello con la più alta percentuale di impiegati con più di 55 anni nella pubblica amministrazione (45% contro il 24% medio) e il minor numero di ragazzi impiegati di età compresa fra i 18 e i 34 anni, dai che secondo la stessa Organizzazione sarebbero decisamente preoccupanti e da rivedere, invertendo la tendenza occupazionale, con prepensionamenti degli impiegati più anziani e contestuali assunzioni di ragazzi, che rappresenterebbero anche la risorsa ideale di rilancio di efficienza e produttività, essendo i maggiori ed esperti conoscitori delle moderne tecnologie oggi impiegate negli uffici. Se non si dovesse seguire questa strada, il risultato, secondo le ultime notizie, potrebbe essere quello di una sempre più bassa efficienza dei servizi pubblici.

Se, dunque, da una parte gli impiegati del pubblico impiego sono troppo anziani rispetto ai colleghi degli altri Paesi comunitari, scoraggiando l’efficienza dei servizi, dall’altra, i dirigenti sono quelli che rispetto agli altri Paesi comunitari percepiscono i compensi più elevati, basti pensare che i i più alti dirigenti della P.A. italiana, stando ai dati del 2015, avevano un compenso annuo lordo di 395.400 dollari, a fronte di una media di 231.500 dollari. Inoltre, sempre secondo le ultime notizie, i dipendenti pubblici italiani sono il 13,6% degli occupati complessivi del nostro Paese, contro il 18% della media che si registra nei Paesi dell’Organizzazione.


Il nostro Paese risulta fanalino di coda anche per quanto riguarda il grado di soddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi pubblici: stando alle ultime notizie, infatti, lo scorso anno solo il 49% degli intervistati si è dichiarato soddisfatto dei servizi sanitari, contro il 70% medio dei Paesi dell’Organizzazione. Complessivamente, poi, è fortemente calata la fiducia nell’esecutivo. La situazione della P.A. rappresenta la controprova della necessità di invertire la tendenza occupazionale, attraverso novità per le pensioni che generino assunzioni di ragazzi che possano essere visti come risorsa per il rilancio del nostro Paese.

Andamento occupazione, situazione ragazzi e ancora urgenza di novità per le pensioni

La situazione della P.A. non fa che riflettere in realtà la situazione occupazionale generale del nostro Paese, dove i ragazzi sono fortemente penalizzati, privi di opportunità di impiego a causa delle attuali norme pensionistiche che costringono gli impiegati più anziani a rimanere sempre più in attività. E si tratta di una situazione che non prospetta un futuro roseo per i ragazzi, considerando che da recenti ricerche è emerso che se nel 2004 un ragazzo di 20 anni impiegava 10 anni circa per realizzarsi, nel 2020 ne impiegherà 18 e nel 2030 28, con prospettive di raggiungere una piana autonomia a 40 anni. E infatti, secondo le ultime notizie, i ragazzi di oggi, non avendo alcuna buona prospettiva di un futuro indipendente, continuano a vivere a casa dei propri genitori proprio fino ad un’età media di 40 anni circa.

Calando il numero dei ragazzi impiegati, che hanno tutte le competenze relative le moderne tecnologie per dare spinta all’efficienza, la produttività resta molto bassa e le ultime notizie parlano chiaro: considerando il valore 100, l’Italia è ferma a quota 94,5, mentre la Spagna arriva a 102,1 e la Germania addirittura a 109,2. Proprio in virtù di queste ultime notizie e di questi ultimi dati, si dimostra sempre più forte la necessità di approvazione di novità per le pensioni, come quota 100 o quota 41 per tutti, che permetterebbero di riavviare un ciclo economico positivo attraverso:

  1. rilancio dell’attività per i ragazzi, grazie ai prepensionamenti degli impiegati più anziani;
  2. rilancio di efficienza e produttività, grazie all’impiego dei ragazzi e alle loro competenze tecnologiche;
  3. rilancio dei consumi.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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