Pacco bomba a Parigi: terrorismo al centro dell'attenzione, ma non c'è ancora pista chiara

La procura ha fatto sapere che non era l'ex studio di Sarkozy l'obiettivo dell'attentato. Si tratterebbe quindi di una coincidenza.

Nella tarda mattinata un fattorino, con casco calzato quindi non identificabile, ha recapitato il pacco, costituito da due ordigni inseriti in una scatola di legno, allo studio legale di Catherine Gouet-Jenselme che si occupa prevalentemente di cause civili, conflitti assicurativi e immobiliari, situato al quarto piano di Boulevard Malesherbes 52 nell'elegante ottavo arrondissement.

Un indirizzo conosciuto perché ospita vari studi legali, tra cui in particolare l'Arnaud Claude e associati, dove un tempo lavorava come avvocato il presidente Nicolas Sarkozy, che ne detiene tuttora la quota del 30%. La procura ha però fatto sapere che non era l'ex studio di Sarkozy l'obiettivo dell'attentato. Si tratterebbe quindi di una coincidenza.

Ad aprire il pacco, rimanendone uccisa sul colpo, è stata la segretaria dell'avvocato Olivier Brane, rimasto ferito gravemente anche se non in pericolo di vita.Gli altri quattro presenti al momento hanno riportato ferite lievi. Una bella sorpresa per Sarkozy, appena tornato dalla sua prima visita come capo di Stato in Algeria, preceduta dalle polemiche provocate dall'affermazione del ministro algerino per i mujaheddin, Mohane Cherif Abbas, che ha accusato il presidente di essere stato collocato al potere dalla lobby ebraica. Affermazioni da cui il presidente Bouteflika ha preso le distanze, continuando la trattativa sull'energia con la Francia, vero motivo della visita presidenziale, che ha portato alla firma dell'accordo sul nucleare civile tra i due Paesi, e ha incassato la proposta di costituire con la Francia la "Unione Mediterranea" sulla base dell'amicizia franco-algerina. Un atto che sancisce buoni rapporti con la ex colonia, specialmente dopo le attribuzioni sprezzanti di "racaille" (feccia) all'indirizzo dei maghrebini delle banlieue espressi da Sarkozy nei giorni della rivolta. Ma leggendo i lanci di agenzia un altro elemento salta fuori successivamente, cioè che sullo stesso pianerottolo dello studio Gouet-Jenselme, dove è avvenuta la deflagrazione, si trova la sede della Fondazione per la memoria della Shoah.

Intanto l'antiterrorismo ha cominciato a battere le piste possibili, che pare siano tutte dato che "I motivi di questo attacco sono completamente sconosciuti" come ha dichiarato il procuratore di Parigi, Jean-Claude Marin. Il ministro dell'Interno, Michelle Alliot-Marie, è rientrata precipitosamente da Bruxelles, dove avrebbe dovuto partecipare alla riunione prevista per oggi con i colleghi della Ue, per recarsi subito sul luogo dell'attentato da cui ha espresso "la più dura condanna" per questo "atto vigliacco e odioso". Le indicazioni riguardanti gli inquilini dell'edificio di Boulevard Malesherbes sono chiaramente riportate sulle targhe affisse vicino al portone d'ingresso, dunque chi ha colpito non poteva sbagliarsi "Crediamo che sia proprio qualcuno di quell'ufficio l'obiettivo dell'azione criminale" ha sottolineato il ministro. Anche il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, accorso sul posto, ha condannato con forza questo "Vero e proprio crimine gravissimo".

Come prima misura la zona intorno al Boulevard è stata chiusa per non intralciare le indagini, dando luogo a ingorghi nel traffico del centro città già intenso a causa della forte pioggia. Più voci sono girate sull'origine dell'attentato, tra cui quella che individuerebbe nel caso Colonna, il separatista corso che uccise un prefetto, una qualche relazione con i fatti di oggi considerando che proprio in questi giorni si sta tenendo il processo nella capitale francese.
Voci ancora prive di riscontri si rincorrono sui canali d'informazione francesi a proposito di un secondo pacco bomba, mentre il quotidiano Liberation ha ipotizzato che il destinatario dell'ordigno possa essere l'ufficio legale Franceschi-Acquaviva.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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