Sciopero taxi a Roma: in tilt la città come l'anno scorso.

Ci risiamo i tassisti tornano in piazza, e si radunano per protesta nel cuore di Roma, arrivano sino al Campidoglio, mentre a Piazza Venezia, bloccata da centinaia di auto bianche

Ci risiamo I tassisti tornano in piazza, e si radunano per protesta nel cuore di Roma, arrivano sino al Campidoglio, mentre a Piazza Venezia, bloccata da centinaia di auto bianche, campeggia uno striscione con sopra scritto "Walter Veltroni solo chiacchiere e distintivo", mutuando così simbolicamente la rivolta verbale del De Niro de "Gli intoccabili", contemporaneamente mandando ancora una volta in tilt il traffico della capitale.

Gli ingredienti sono quelli che conosciamo già: urla, cori da stadio, insulti verso la giunta romana.
"Ci prepariamo a rimanere qui tutta la notte e la mattina dopo", gridano alcuni. Altri invece applaudono ai rappresentanti dell'opposizione in consiglio comunale. D'altra parte, gli orientamenti politici della stragrande maggioranza dei tassisti italiani, e romani in particolare, è ormai cosa nota a tutti.

Uno scenario che dunque ricalca quello collaudato l'anno scorso, quando la "lenzuolata" Bersani sulle liberalizzazioni aveva sollevato le ire della categoria, la cui reazione nel corso dei giorni aveva assunto contorni anche violenti, come l'aggressione a qualche "auto blu" in zona Montecitorio, e l'aggressione non soltanto verbale a cittadini comuni magari non d'accordo, se non con i contenuti della protesta, almeno nelle sue forme. E come in quella prima occasione, anche stavolta centinaia di auto bianche hanno invaso la città, dal Teatro Marcello ai Fori Imperiali, ribaltando i cassonetti della spazzatura per bloccare il passaggio delle auto e degli autobus. Nella confusione generale, un fotoreporter che aveva ripreso la scena è stato allontanato a spintoni. Sono state così moltissime le auto sono rimaste imbottigliate nel caos creatosi in breve tempo, mentre i passeggeri degli autobus bloccati sono stati costretti a proseguire il viaggio a piedi. Un disagio che si è propagato sino all'aeroporto di Fiumicino, dove i taxi hanno disertato i posteggi.

Motivo del contendere le nuove 500 licenze proposte da Veltroni (c'è chi dice siano il doppio), su cui risarebbe consumata la rottura del tavolo di trattativa con il comune di Roma. La richiesta dei manifestanti è ora quella di convocare subito un consiglio comunale straordinario sul problema dei taxi, come conferma il consigliere dell'Udc Dino Gasperini, tra i sostenitori della protesta; da parte sua, il presidente dell'Unitaxi Loreno Bittarelli, ha dato voce alla delusione e l'amarezza della categoria: "Il sindaco ci ha posto condizioni inaccettabili. Noi avevamo chiesto una sperimentazione di sei mesi e di rivederci a giugno per verificare la situazione, ma da lui non è arrivata nessuna apertura. Questo significa ridurre la categoria alla fame. Ci dispiace per i disagi ma siamo stanchi di subire ricatti".

Dire disagi è forse dire poco. A parte l'intervento delle forze dell'ordine, costrette a transennare lacune strade  e palazzi del centro, il danno causato a migliaia e migliaia di altri lavoratori, in termini pratici ed economici, lascia ancora una volta più che perplessi. Non è che siano soltanto i tassisti ad essere  coinvolti in situazioni professionali e contrattuali difficili da risolvere, e il rispetto dell'uno verso l'altro, magari tralasciando l'aggiunta di violenza gratuita, riuscirebbe meglio a risolvere anche la loro situazione. Che rimane, occorre dirlo, in ogni caso una situazione economicamente ancora accettabile rispetto alla media nazionale





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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