Kosovo potrebbe dichiarare l'indipendenza senza aspettare il consenso altre nazioni.Possibile guerra

Il nuovo premier Kosovaro sembra deciso a non rinviare dopo il 10 dicembre la dichiarazione di indipendenza.

Il caso bosniaco torna alla ribalta grazie agli sviluppi seguiti alla vittoria elettorale dei nazionalisti albanesi nella regione autonoma del Kosovo.

Il nuovo premier Kosovaro Thaci che ha affermato di aspettare il 10 dicembre per la definizione dello status della regione serba a maggioranza albanese, sembra deciso a non rinviare tale data che potrebbe significare l'inizio di un nuova crisi politico-etnica nella regione, già più volte martoriata, dei Balcani.

L'indipendenza kosovara potrebbe riaccendere vari focolai in Macedonia e soprattutto in Bosnia-Herzegovina, dove dal 1995 con gli accordi di Dayton, convivono due entità politiche: da una parte la federazione croato-musulmana e dall'altra la Repubblica Srpska. Queste hanno parlamenti, governi e polizie separati e si "incontrano" nel momento di nominare il primo ministro.

La nomina di questa figura è oggi all'ordine del giorno degli esponenti politici nazionali, dopo le dimissioni del premier serbo Nikola Spiric per protesta contro le misure adottate dal commissario dell'UE Miroslav Lajcak miranti ad un rafforzamento del parlamento e del governo federale.

Il primo ministro serbo Kostunica non attenua i toni ed anzi getta benzina sul fuoco sostenendo, come riportato dal Corsera, che le misure decise da Lajcak "porteranno alla crisi".


Crisi di fatto latente, come le ultime notizie dalla regione riportano. Il 12 novembre dopo il derby di calcio tra le due squadre della città di Mostar, ci sono stati violenti scontri tra le opposte tifoserie che di fatto si dividono oltre che per la "fede" calcistica anche per quella etnica, lo Zrinski croato e il Velez musulmano. Bilancio degli incidenti: dieci feriti tra cui uno grave.

Per quanto riguarda le ingerenze politiche, da citare anche la chiamata politica che il premier croato Ivo Sanader ha fatto ai 300mila cittadini con cittadinanza croata in bosnia per le elezioni parlamentari croate e che ha scatenato forti critiche da parte bosniaca di ingerenza negli affari nazionali





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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