Stipendio-salario minimo garantito: l'Unione Europea lo vota a maggioranza

Il Parlamento europeo ha rivolto un appello agli Stati membri affinché istituiscano un salario minimo nelle proprie nazioni.

Il Parlamento europeo ha rivolto un appello agli Stati membri affinché istituiscano un salario minimo degno “per rendere il lavoro finanziariamente redditizio”, combattano la povertà dei bambini e procedano a scambi di buone pratiche in vista d’incoraggiare i giovani a non abbandonare la scuola prima di aver acquisito le competenze necessarie per raggiungere il mercato del lavoro.

“Nessuno emendamento della plenaria è stato portato alla relazione della commissione parlamentare degli Affati sociali e dell’occupazione del PE”, ha osservato Elizabeth Lynne, che si è altresì rallegrata della “cooperazione molto stretta su questo dossier” della Commissione europea e della Presidenza portoghese dell’UE “che ha fatto della politica sociale una priorità in Europa”.

“La sfida che dobbiamo raccogliere in Europa, è l’equità, la speranza persa, il fatto di continuare a vivere senza doni, senza elemosina”, ha commentato la signora Lynne presentando la sua relazione ai deputati europei. Una situazione incredibile “mentre siamo nel 2007, celebriamo i 50 anni del Trattato di Roma, i 50 anni di una crescita economica e nonostante questo, oltre 72 milioni di cittadini continuano a vivere nella povertà, e il divario tra ricchi e poveri cresce sempre di più e si estende in molti Stati membri”.

Il nostro obiettivo è chiaro: nessuno deve essere dimenticato. La visione dell’Europa, è la libertà per tutti, è offrire a tutti le stesse opportunità di avere un lavoro”, ha esclamato Elizabeth Lynne aggiungendo che “l’uguaglianza è complessa e una prevenzione rapida è vitale”. Elizabeth Lynne ha ritenuto inoltre “scandaloso che cinque Stati membri non abbiano un salario minimo e negli altri, è talmente basso che l’8% della popolazione soffre di una povertà legata all’assenza di lavoro!”

Per Vladimir Spidla, Commissario europeo agli Affari sociali e all’Occupazione, serve “la volontà politica di combattere l’esclusione, bisogna trasporre i vari obiettivi sociali nelle legislazioni nazionali appropriate, e se necessario avviare procedure d’infrazione contro gli Stati membri che violano queste legislazioni”.


Ha annunciato che la Commissione avrebbe: 1) proposto principi comuni sull’inclusione sociale sotto forma di raccomandazioni della Commissione. Questo è previsto per la seconda metà del 2008; 2) presentato, tra qualche settimana, nuove misure per promuovere l’integrazione delle persone disabili, 3)adottato, prima dell’estate 2008, una proposta volta a colmare il divario attuale in materia di protezione disposto dall’articolo 13 del Trattato (antidiscriminazione). “La realtà sociale sta evolvendo, cambiando. Sono convinto che il concetto di base, vale a dire l’equilibrio tra l’economia e gli aspetti sociali, ecologici e ambientali, resta primordiale. Spetta a voi trovare le misure giuste per superare i problemi attuali”, ha concluso il Commissario.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su